5 idee di business in rosa

business rosa

La formula ideale per avviare e far funzionare un business è quella di avviare un’attività che combini la passione con il business. In sostanza guadagnare e fare business facendo quello che ci piace fare.

Tenendo a mente questo concetto, abbiamo scovato alcune idee di business a cui le donne non possono resistere. Queste idee possono rappresentare la scelta perfetta per lavorare, esprimere il talento imprenditoriale e divertirsi.

Wedding Planner

I dettagli ed il buon gusto sono essenziali per organizzare con successo un matrimonio. Le donne hanno un sesto senso che permette loro di garantire che tutto fili liscio. Organizzare matrimoni è un business molto speciale, infatti, è possibile lavorare part-time e non è necessario un grande investimento iniziale.

Affitto giochi e gonfiabili per bambini

Gonfiabili e giochi da tavolo per feste dedicate ai bambini non passano mai di moda. Infatti, è sempre più comune affittare questo tipo di giochi per animare feste dedicate ai bambini. Così si può investire qualche soldo per comprare alcuni di questi giochi ed affittarli. Si può cominciare con poco, inizialmente si possono proporre a parenti ed amici, poi man mano che l’offerta di giochi aumenta potrete pubblicizzare la vostra attività al pubblico e ampliare il business.

Fare business con Internet

La costruzione di un business online non è qualcosa di semplice (come qualsiasi altro business), ma sono anche convinto che chiunque con un pizzico di voglia possa imparare. Quindi, sono sicuro che questo è il tipo di attività a cui le donne non possono resistere (zero investimento, tempo libero, ecc.)
In realtà ci sono diversi modi per fare soldi online, occorre capire verso quale modello si è più portati e come svilupparlo. Ecco alcuni modi per fare business con internet: affiliazioni, blog, video su YouTube, corsi on-line, solo per citarne alcuni.
La prima cosa che serve è di spendere un po’ di tempo per imparare, poi farsi un’idea e cominciare a costruire il modello. Come ho detto prima, non sarà facile, ma se ci metti la “testa”, sicuramente, in pochi mesi potresti avere un business che può rendere da 500 a 1000 euro al mese lavorando solo poche ore al giorno.

Affittacamere per i turisti

Sempre più turisti cercano la possibilità di viaggiare ed alloggiare spendendo pochi soldi. Per andare incontro a questa nuova esigenza si può considerare di dedicare una stanza della casa a questo scopo e affittarla a turisti. Generalmente questo metodo consente di “arrotondare le entrate”, ma in qualche caso, il successo è realmente importante in termini economici.
Questa idea di business è pratica ed interessante. Oggi, grazie ai numerosi sistemi online progettati per visionare e prenotare le stanze, potrete pubblicizzarvi e garantirvi un flusso costante di clienti.

Network Marketing

Il network marketing è una grande opzione per il pubblico femminile. La difficoltà sta nel trovare la società ideale e cercare di non cadere nella trappola di società ingannevoli che distorcono la realtà e le possibilità di costruirsi un reddito con il network marketing.
Per scegliere bene è necessario raccogliere testimonianze di persone all’interno del network, valutare il prodotto da vendere, informarsi sulle competenze dei capigruppo e sui metodi di remunerazione.
Altre idee commerciali

Ovviamente esistono tante altre opportunità e idee di business interessanti per le donne. Ne segnalo qualcun’altra:

  • Servizi di traduzione
  • Sartoria
  • Babysitting
  • Cake Design
  • Produzione di cioccolatini
  • Produzione Manufatti artigianali
  • Creazione e vendita di candele
  • ecc. ecc.

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Greenworld affiliatiGreenworld è un’azienda specializzata nel settore energetico e precisamente per il risparmio energetico. Nel 2013 l’idea di lanciare il franchising, poiché quello del risparmio energetico è un argomento sempre più diffuso e sentito, e perciò rappresenta un settore in via di sviluppo e sempre più in espansione. Infatti, nel giro di neanche un anno le agenzie e i consulenti sono diventati più di 100.

Greenworld si propone come obbiettivo quello di trovare le migliori offerte, presenti sul mercato, di energia elettrica e gas. Questo per poter offrire ai propri clienti le tariffe più competitive che unite alla miglior consulenza che Greenworld può offrire creino un servizio costante e di qualità.

Oltre a ricercare le migliori tariffe presenti sul mercato per energia elettrica e gas, Greenworld si occupa di ricercare gli investimenti per quanto riguarda le energie rinnovabili, realizza impianti industriali e commerciali di lampade a led, si occupa di impianti fotovoltaici e offre consulenza su tutto ciò che è inerente al campo delle telecomunicazioni.

Se si vuole diventare affiliati del franchising Greenworld non sarà necessario nessun investimento iniziale, non verrà chiesta nessuna fee d’ingresso e nessuna royalty, questo perché non c’è bisogno di un punto vendita. Il franchising Greenworld si occuperà della formazione dell’affiliato, di fornire il materiale pubblicitario e gadget. Inoltre, fornirà un’assistenza continua e una piattaforma per la gestione degli ordini. Greenworld ricerca persone serie, costanti e con spiccate capacità di relazionarsi poiché dovrà occuparsi di offrire una consulenza gratuita al cliente finale. In cambio garantisce ottimi margini di guadagno e il pagamento delle provvigioni anticipato.

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Speciale Baby Sitter: come scegliere e come assumere

baby sitterContinuare a lavorare o assumere una baby sitter?

La nascita di un bimbo è spesso sinonimo di grande felicità: il suo arrivo in famiglia, infatti, rappresenta il frutto dell’unione di una coppia che si ama, e che ha deciso di rendere questo amore concreto e tangibile.
L’arrivo di un nuovo nato, però, non comporta solo euforia, gioia e felicità per mamma e papà, ma spesso si traduce, per la nuova famiglia che si crea, anche in ansia e preoccupazione: se è vero che il papà riesce a gestire meglio la situazione, e a prendere le distanze da timori e paure, la mamma sente sin da subito il peso dell’andamento di crescita del piccolo, e questa è una tra le primissime ansie a cui una neo-mamma va incontro.
Specialmente se si è inesperte, si tende ad avere la paura che il bimbo non cresca bene, che non cresca abbastanza, che possa incorrere in qualche malattia, o che addirittura possa correre il rischio di esser denutrito: queste ansie hanno luogo soprattutto in mamme giovani, inesperte, e che non hanno avuto modo, durante la loro vita, di fare molta esperienza con i bambini. Tuttavia, appare chiaro che queste siano paure che si superano con il tempo, e, non appena si impara a gestire in maniera naturale le normalissime ansie che coinvolgono qualsiasi neo-mamma, la crescita di un figlio può rivelarsi una esperienza entusiasmante e ricca di soddisfazioni ma pur sempre difficile se si lavora e non si ha la possibilità di gestire personalmente e in maniera continuativa il benessere e del proprio bambino e seguirlo nel suo processo di crescita e quotidiana scoperta.
La scelta di alcune donne di ritirarsi dal mondo del lavoro in funzione dell’arrivo di un bebè – e per garantire al proprio bimbo una presenza materna vivida e continuata – dunque, non è un fatto isolato: la maternità non solo è una gioia, ma viene considerata da molte mamme come un diritto ma anche come un dovere. Tuttavia, scegliere di abbandonare il lavoro – magari a lungo desiderato – per accudire personalmente il proprio bambino resta una decisione difficile e sulla quale non sempre si ha la possibilità di tornare indietro con i ripensamenti, pertanto è sempre meglio riflettere bene prima di effettuare una scelta di questo tipo e comunque, soffermarsi in modo particolare a valutare più possibilità.
Una alternativa possibile, di fronte a questa decisione, è quella di farsi aiutare dai nonni: specialmente se si lavora part-time, e quindi si ha a propria disposizione una mezza giornata disponibile da dedicare al piccolo, è possibile optare per questa scelta, in quanto il rapporto nonni-nipotino si potrebbe rivelare non solo positivo per la mamma – che si sentirebbe più sicura nel sapere il proprio figlio nelle mani di persone conosciute e di cui si fida, e che potrebbe ricavarne risparmio dal punto di vista economico e minori assilli di tempo dal lato amministrativo – ma anche per il bimbo, che si legherebbe molto ad una figura familiare a lui vicina, e potrebbe giovare di questo rapporto, guadagnandone in serenità e tranquillità per il presente ed il futuro.
I nonni, infatti, non solo sono delle persone di cui i genitori in genere si fidano ciecamente, ma, data l’età, dimostrano anche di avere una pazienza e una esperienza tali da riuscire ad infondere nel bambino una sensazione di sicurezza e di serenità: questo è un fattore molto importante e da non sottovalutare, in quanto diversi studi scientifici dimostrano che i traumi che si hanno durante l’infanzia, possono rivelarsi fonte di stress e di eccessiva emotività nella fase adolescenziale e, in qualche caso, farsi sentire in maniera accentuata anche da adulti.
Se si ha quindi a propria disposizione una famiglia alla quale affidarsi – e a cui affidare in tutta tranquillità il proprio bimbo – scegliere di far accudire il bebè in un contesto sicuro, familiare e raccolto, si rivela positivo sia in fatto di risparmio economico, sia da un punto di vista di gestione del tempo. Difficilmente, infatti, i nonni non offriranno tutto il tempo necessario per accudire il piccolo, e voi non avrete il timore di dover rincasare in quell’ora stabilita per non vedere lievitare il vostro budget.

Come scegliere una baby sitter: l’aspettativa è finita e si torna al lavoro. Primi passi da compiere per trovare la persona giusta.

Ci siamo. Il vostro bimbo sta crescendo, e voi siete sul punto di terminare il periodo di maternità: molto presto, quindi, dovrete fare ritorno, volenti o nolenti, al vostro ufficio e alle vecchie abitudini. I nonni vivono troppo lontano, oppure lavorano ancora, e non possono occuparsi del bebè, e voi riprenderete a lavorare a tempo pieno, mentre vostro marito ha già da tempo ripreso a pieno ritmo.
Questo cocktail di situazioni non va di certo a vostro favore, e, seppure con una certa iniziale riluttanza nel pensare al dovervi separare dal vostro piccolo, dovrete scegliere una persona che si occupi di accudire il bimbo. E dovrete farlo anche con una certa fretta, perché i giorni passano e rischiereste di non trovare la tata che meglio si addica ai vostri gusti. Una serie di comprensibili dubbi vi affligge: “Come farò a capire qual è la persona giusta per accudire mio figlio? Come riuscirò a decretare l’affidabilità della baby sitter e a fidarmi di lei? Ma soprattutto, su quali basi devo partire per effettuare questa scelta?”
Innanzitutto, come per ogni cosa, bisogna partire dall’inizio. Il primo gradino da superare, dunque, consiste nel trovare la baby sitter che si addica meglio alle vostre esigenze – e a quelle del bimbo, ugualmente importanti, non dimenticatelo – e alle vostre disponibilità economiche, il che non è affatto una scelta così semplice. Se non avete a disposizione delle amiche che hanno già vissuto la vostra stessa esperienza, e che non possono quindi fornirvi utili consigli, sappiate che esistono diverse – e tutte allo stesso modo valide – possibilità per trovare la tata dei vostri sogni.
Vediamole nel dettaglio.
Il primo modo consiste nel classico passaparola: tra colleghe, amiche di amiche, quasi certamente troverete qualcuna in grado di darvi delle dritte o che magari possa presentarvi una baby sitter a loro conosciuta o che si sarà occupata dei loro bambini. Si tratta, in fondo, di un metodo molto in voga soprattutto prima che facesse capolino, anche nell’ambito di cui stiamo discutendo, l’annuncio su Internet.
Quest’ultimo, in effetti, si rivela una potenziale opportunità, se volete trovare in tempi ristretti e senza troppo rischiare la persona che state cercando: basta, infatti, inserire un annuncio in un sito di offerta/ricerca lavoro, e il gioco è fatto. Verrete contattate prima di quanto possiate immaginare.
Tuttavia, se pensate che questo metodo di ricerca possa rivelarsi poco vantaggioso perché non avrete alcuna scrematura a vostro favore – e ciò si traduce nel rischio di dover perdere tempo ad affrontare colloqui con delle persone per nulla valide secondo i vostri criteri – potete essere voi i protagonisti della ricerca, e indirizzarvi su questi siti di nuova generazione, per trovare la baby sitter più adatta alle vostre esigenze ed anche alle vostre tasche. Un annuncio che si rispetti, infatti, spesso è corredato di informazioni aggiuntive e di particolari che vi aiuteranno ad effettuare una prima scrematura. Se, per esempio, voi aveste bisogno di una persona disponibile ad accudire il bimbo anche durante le ore notturne, avreste così la possibilità di scartare a priori gli annunci di chi non offre la propria disponibilità a lavorare di notte, risparmiando sicuramente molto tempo.
La terza opzione, un po’ più costosa ma probabilmente in grado di offrire una diversa selezione, è quella di rivolgersi ad una agenzia specializzata nel settore: molte sono, ad oggi, le mamme che optano per questa alternativa. Si tratta, appunto, di scegliere una agenzia alla quale affidare la propria ricerca, rendendo note le proprie esigenze di orario e le proprie disponibilità economiche.
L’agenzia in questione, oltre ad avere un suo archivio di baby sitter da proporvi, potrà trovare per voi la persona adatta, ed effettuare al vostro posto i primi colloqui selettivi: il risultato di questa selezione sarà stato un enorme risparmio di tempo ed energie. A voi, infatti, toccherà semplicemente effettuare un colloquio informativo e approfondito con la baby sitter, e decidere se è la persona che si addice al caso vostro: in questo caso, l’agenzia si prenderà una parte dei soldi guadagnati dalla baby sitter, e voi avrete trovato la persona giusta, in poco tempo e con poca fatica.

Primi passi: cosa fare prima di affrontare un colloquio

Quando ci si appresta a scegliere una baby sitter che si dovrà occupare del proprio bambino, si deve tenere conto di una serie di fattori, da valutare preventivamente – e, possibilmente, prima dei colloqui – con il proprio partner.
Il consiglio principale è quello di stabilire due incontri al massimo durante ogni giornata, perché il colloquio che farete con la presunta futura tata del vostro bimbo non dovrà essere svolto in tutta fretta, anzi, è necessario che si abbia a disposizione tutto il tempo necessario per valutare con calma e attenzione la persona che si ha di fronte. Questo non significa, ovviamente, che il vostro comportamento dovrà essere severo e irreprensibile, ma il fatto di prendersi il giusto tempo per colloquiare con la baby sitter servirà soprattutto per evitare di compiere passi affrettati e poco pensati, come quello di farsi accecare dalle referenze e mettere in secondo piano altri fattori.
Non bisogna mai lasciarsi condizionare da eventuali esperienze pregresse e dalle referenze di ciascuna baby sitter: è chiaro che, a ben guardare, una persona con una certa esperienza verificabile nel campo possa avere più pazienza ed essere dotata di maggiore serenità nel trattare il vostro bambino, ma non è sempre vero il contrario.
Per capirci meglio, non sempre l’esperienza deve vincere sull’inesperienza: i fattori che dovrete valutare durante il vostro colloquio non saranno solo direttamente legati alle referenze della tata ma la vostra scelta dovrà essere desunta anche da altre circostanze. Ecco perché c’è bisogno di un certo lasso di tempo a disposizione, proprio in virtù del fatto che certe valutazioni vanno fatte con calma, soprattutto se si tratta del vostro bambino.
E’ bene inoltre, a questo proposito, non lasciarsi trovare impreparati durante un colloquio, ma avere sempre le idee ben chiare circa i vostri gusti e l’ideale di tata che, insieme al vostro compagno, avete in mente per il vostro bambino.
Questo significa che, prima di affrontare un colloquio, sarebbe utile sedersi a tavolino con il proprio partner e stilare, insieme a lui, una lista di caratteristiche ideali che la baby sitter dovrà avere e a cui entrambi non intendete rinunciare: molti uomini pensano che la scelta della tata sia una decisione da delegare essenzialmente alla madre del bambino, ma in realtà un primo passo per costruire un dialogo sereno all’interno della famiglia – e della coppia, prima di tutto – consiste proprio nel non auto-escludersi dalle scelte educative da fare per il vostro bimbo, e nell’essere, al contrario, parte attiva sin dai primi anni di vita del piccolo.
Tra le valutazioni che dovrete compiere preventivamente, è necessario capire quanto tempo pensiate di dover lasciare il bimbo con la baby sitter, e chiedervi attentamente se vi serva una persona flessibile e che possa offrire la propria disponibilità a qualche straordinario: quante volte capiterà di doversi fermare al lavoro per un’ora in più, o di fare tardi per un contrattempo? E’ importantissimo non lasciare nulla di non detto, e cercare innanzitutto una persona che presti la propria disponibilità a fermarsi un po’ di più in caso di necessità.
Oltre a questa valutazione, dovrete chiedervi che tipo di tata vorreste per il vostro bambino, perché la sua presenza nella vostra casa e accanto al piccolo avrà una rilevanza per la sua crescita e sarà determinante per i prossimi mesi di vita, che, si sa, saranno tutti improntati verso la scoperta e il gioco. Comportatevi come se doveste scegliere una vostra sostituta: è chiaro che la figura della baby sitter non dovrà in alcun modo sostituire quella genitoriale, ma se avete delle preferenze in fatto di educazione è importante che queste non vadano sottovalutate.
Quando affronterete il vostro colloquio, dovrete quindi aver già bene in mente la figura ideale di tata che volete accanto al vostro bambino. Chiedetevi allora “Qual è la mia figura ideale? Voglio una tata che si comporti in maniera materna e dolce, che faccia rilassare il mio bambino, oppure preferisco una figura frizzante e atletica, che magari lo faccia divertire? Voglio una persona di una certa età, con una esperienza di vita solida oppure voglio che mio figlio cresca in un ambiente giovane?”
Per ogni scelta che farete, mettete sempre in conto dei pro e dei contro, ma valutate bene le vostre preferenze prima ancora di iniziare il colloquio, in modo da avere tutte le carte in regola per poter effettuare al meglio la vostra scelta.

Il colloquio: come scegliere la baby sitter adatta al vostro bimbo

Il momento tanto atteso e a lungo pensato è finalmente arrivato: avete valutato i curriculum che vi sono stati inviati, e il colloquio informativo di approfondimento con la candidata baby sitter che avete scelto sta per avere luogo. Non lasciate che la vostra ansia cresca a dismisura e non vi permetta di valutare lucidamente la candidata.
Ricordate bene, innanzitutto, la lista di atteggiamenti che dovrete valutare e le domande che vi siete poste, non abbiate paura di chiedere ulteriori chiarimenti circa il suo curriculum e le sue referenze, e cercare di rendere la stanza in cui avrà luogo il colloquio ospitale e calorosa, magari offrendole anche una tazza di tè o di caffè: la candidata si sentirà così a suo agio sin dall’inizio ed incorrerà in minori errori di comportamento dovuti all’ansia o alla paura di non essere all’altezza e di venire giudicata a priori.
E’ importante che capiate in maniera chiara e senza equivoci le competenze della candidata, le sue referenze, le sue esperienze pregresse. Fatele quindi tutte le domande che ritenete utili, e chiedetele di raccontarvi la sua esperienza con gli altri bambini con cui ha avuto a che fare. Non dimenticate di chiederle come mai abbia scelto il lavoro da baby sitter, e che cosa l’abbia spinta a voler diventare una tata piuttosto che un’impiegata o qualsiasi altra cosa: per essere una brava baby sitter bisogna amare i bambini, ma anche essere particolarmente portate a stare a contatto con loro, dimostrando inoltre di essere dotati di una immensa pazienza e di una certa dose di creatività.
Chiedete quindi da quanto tempo si prende cura dei bambini, che età abbiano avuto i precedenti bimbi che ha accudito, e non dimenticate di farvi spiegare come mai ha interrotto il precedente rapporto di lavoro: i bimbi erano cresciuti e la sua presenza non era più necessaria? Non andava d’accordo con la sua datrice di lavoro? C’erano delle esigenze di orario che non si sentiva (o per suoi motivi non era in grado) di rispettare?
Queste sono domande che serviranno a voi per valutare bene la serietà e la competenza della baby sitter, e a lei per farle capire che siete una mamma molto presente e interessata, ma vanno sempre poste in tutta calma e tranquillità, senza mettere ansia o indurre la candidata a pensare di avere di fronte una persona totalmente inflessibile: voi volete il meglio per il vostro bambino, ma i buoni rapporti vanno mantenuti sin dall’inizio.
Se le competenze di cui lei dispone sono di vostro interesse e le risposte che vi fornisce vi soddisfano, chiedetele cosa si aspetta da questo lavoro ed eventualmente se pensa di essere una tata flessibile e pronta a qualche imprevisto: se capitasse di dover rincasare più tardi, lei sarebbe disponibile ad aspettare il vostro rientro? In quale zona della città abita? Se abita molto lontano, ha la patente e dispone di un’automobile? Fino a che ora può fermarsi la sera?
Non abbiate timore di porvi (e di porle) questi interrogativi, perché se avete una necessità reale che la tata sia flessibile, dovete mettere in chiaro sin dall’inizio questo punto, onde evitare spiacevoli equivoci più in là.
Fatele vedere la casa, mostratele i luoghi maggiormente frequentati dal vostro bambino, fatele capire che per voi è importante il benessere di vostro figlio e che sarebbe bene che parlasse sin da subito se non le andasse bene qualcosa: se abita lontano dalla vostra abitazione chiedetele se questo può essere fonte di problemi o ritardi, e siate soprattutto intransigenti su questo punto. Un ritardo può capitare a chiunque, ma non dovrà essere una abitudine, perché le vostre esigenze e quelle del bimbo sono per voi molto importanti.
Se non dimostra di avere particolare esperienza oppure non è in grado di mostrarvi le vostre referenze, sta a voi decidere se questa persona vi ispira fiducia o meno, e, se nonostante l’inesperienza vi sembra essere la candidata ideale, proponetele un periodo di prova, magari supervisionata da voi, al termine del quale sarete in grado di decidere se è la persona adatta per prendersi cura del bimbo, o se preferite non rischiare e ricercare la vostra figura ideale altrove.

La baby sitter a contatto con il vostro bambino: valutare bene i suoi comportamenti e le reazioni del piccolo può essere fondamentale nell’ultima decisione.

Dopo aver fatto un colloquio di conoscenza e di approfondimento con una tata, prendetevi anche il giusto tempo per valutare le sue risposte, e tutto ciò che di poco chiaro avete in mente, in modo da chiedere ulteriori informazioni nel prossimo incontro.
Parlate quindi con vostro marito delle vostre impressioni, e chiedetegli le sue, perché questo vi servirà ad avere a disposizione anche un punto di vista diverso dal vostro e una prospettiva che magari voi, da sole, non avreste avuto modo di valutare.
Se il primo incontro ha avuto l’effetto sperato, e la candidata vi ha fatto una buona impressione, siete pronte per il secondo colloquio, nel quale però dovrete valutare che tutto ciò che la tata ha espresso a parole venga dimostrato attraverso i fatti: per questo motivo, fate in modo che il bimbo sia presente al secondo colloquio, in modo da valutare la reazione del vostro bambino – nel caso in cui sia abbastanza grande da farvi capire la sua simpatia o meno nei confronti della tata – e, anche questo fattore molto importante e da non sottovalutare, anche il comportamento della candidata in presenza del piccolo.
Questo servirà prima di tutto a capire se quello che la baby sitter vi ha detto in occasione del primo incontro corrisponde al vero, e in secondo luogo a valutare se tra lei e il bimbo c’è feeling (o se ci sono i presupposti perché si crei in futuro), perché nonostante vi possa sembrare il contrario, è importantissimo anche questo aspetto e non bisogna sottovalutare l’impatto che la tata avrà sul bambino in sede di conoscenza.
Valutate quindi attentamente le reazioni di entrambi: come si comporta la candidata in presenza del vostro bambino?
Resta ferma sulle sue posizioni, dandogli solo uno sguardo di tanto in tanto, oppure non appena lo vede inizia a giocare e scherzare con lui? Dimostra di essere fredda o sin dall’inizio si sofferma a parlare col piccolo? E in tal caso, come si pone?
Tenete presente che anche la gestualità può dirvi molto: una persona che guarderà il bimbo dall’alto, senza “mettersi al suo livello di visuale” probabilmente è una persona fredda, che non vuole instaurare un particolare rapporto con lui o non vuole entrare in confidenza con il bambino.
Non è detto che questo sia un male, ma bisogna capire se questo atteggiamento sia dovuto ad una sua professionalità oppure ad un carattere troppo rigido: il bimbo ha bisogno di una persona che lo metta a suo agio e che gli infonda serenità.
Una tata che, al contrario, si abbasserà per parlargli, magari sedendosi accanto a lui, e utilizzando un tono di voce non troppo alto e irruento, mai dimenticando di sorridere, potrebbe subito colpire positivamente il piccolo. A questo punto anche la reazione del bambino è importante: a prescindere dal fatto che possa piangere di fronte ad una persona totalmente sconosciuta (questo può capitare ad ogni bimbo) guardate se lei cerca di tranquillizzarlo continuando a parlargli e a sorridere.
Dovrete capire, infatti, se oltre allo stipendio, alla tata piace davvero passare del tempo con i bambini e prendersi cura di loro, e se è realmente portata per questo lavoro.
A questo punto, parlatele del bambino, fatele capire a grandi linee il suo carattere, le sue abitudini, e ditele tutto ciò che possa rivelarsi utile ai fini del suo rapporto con il piccolo: vale sempre la regola del non lasciare nulla di non detto, non siate troppo veloci nel dare spiegazioni, e cercate di esaudire ogni sua richiesta di chiarimento o dubbio.
E’ essenziale che spieghiate le abitudini del piccolo, in modo da non far sì che lei possa, in qualche modo, arrivare a stravolgerle: se il bambino è abituato a mangiare o a fare il riposino ad una certa ora, chiarite bene questo punto, perché le abitudini e le esigenze del piccolo sono per voi di primaria importanza e non vanno in alcun modo e per nessun motivo stravolte.
Se pensate che possa essere utile, stilate una lista di abitudini del bimbo, di orari da rispettare, e di tutte le esigenze del piccolo, e fatele leggere alla tata: è disposta a rispettare queste regole?
Non soffermatevi solo sul lato verbale, ma cercate di interpretare anche le sue espressioni e i suoi gesti: se convince voi e il vostro bambino, allora è pronta ad iniziare il suo periodo di prova.

Il periodo di prova: errori da non fare e consigli da seguire.

Dopo tanti dubbi, incertezze e paure, dopo esservi rivolte ad amici, parenti, agenzie, dopo aver scritto annunci su internet e fatto colloqui con decine di persone, avete scelto la persona che, al primo impatto, vi è sembrata la più adatta per occuparsi di vostro figlio.
Vi restano ancora un po’ di giorni prima di rientrare al lavoro, perciò avete pensato di affiancare la tata per i primi tempi, al fine non solo di farle comprendere al meglio le abitudini del piccolo, ma anche di avere la percezione più reale e veritiera possibile circa il suo modo di “lavorare”. Perché, per quanto il lavoro della baby sitter possa sembrare semplice, è un lavoro a tutti gli effetti e la persona che si occuperà del vostro bambino dovrà organizzare bene il suo tempo e le mansioni da svolgere.
Le prime abitudini che vanno messe in chiaro – e dimostrate da voi – riguardano il cibo e il riposino. Cosa mangia il vostro bimbo? Ha delle allergie alimentari? Cosa vi ha consigliato il pediatra?
Molti pediatri, ad esempio, consigliano un regime alimentare particolare ai bambini sotto il primo anno di età: magari il vostro bambino mangia i cibi senza sale, con olio crudo, e voi dovete fare attenzione che la tata segua queste indicazioni. Mostratele cosa cucinate, e in che modo preparate la pappa del piccolo, perché questo servirà da aiuto per quando sarà lei a doversi occupare del pranzo del bambino.
Vale sempre il consiglio della lista da consegnarle, anche se durante i primi giorni sarete voi a mostrarle con quale cibo nutrite il vostro bimbo, come lo condite, che porzioni date e l’orario in cui è solitamente abituato a mangiare.
Stessa cosa vale per il riposino: se il piccolo dorme dalle due alle quattro, ad esempio, fate attenzione che lei non stravolga questi ritmi. Fate in modo, insomma, che il subentrare di una nuova figura in casa che si occuperà di lui non diventi un trauma, ma avvenga in maniera tranquilla e soprattutto a piccoli passi, in modo tale da non sconvolgerlo e da non cambiare improvvisamente la sua vita e le sue abitudini.
A questo proposito, se la tata è straniera, accertatevi che parli bene l’italiano e che quindi dimostri di capire perfettamente le vostre esigenze, onde evitare in un secondo momento di trovarsi di fronte a scuse del tipo “Non avevo capito”. Il fatto che la baby sitter non sia italiana, non è del tutto negativo – fermo restando che parli bene la lingua italiana – in quanto, in un prossimo futuro e quando il bimbo crescerà, potrebbe insegnargli la sua lingua d’origine e questo sarebbe molto educativo per lui, perché i bambini apprendono con estrema facilità. L’importante, però, è che lei adesso capisca e si faccia capire: non deve in alcun modo utilizzare con il bambino la sua lingua, perché in questa fase rischierebbe di confonderlo e di creare degli equivoci che si rivelerebbero poi molto difficili da sanare.
Contribuite a far sì che tra lei e il bambino si crei un rapporto sin dall’inizio: organizzate dei giochi da fare insieme, e parlate con entusiasmo al vostro bimbo della tata, spiegategli quanto è brava, nominatela spesso, dimostrategli soprattutto che è una persona di fiducia e che quindi anche lui può fidarsi di lei. Fate in modo che tra di loro si crei un legame, perché questo è molto importante, visto che quando voi non sarete più a casa il bambino dovrà affidarsi a lei.
Per questo motivo, se avete qualcosa da dire alla baby sitter circa il suo comportamento, o se avete valutato degli atteggiamenti che non vi convincono, che non vi piacciono, o che in qualche modo innervosiscono il bambino, prendetela da parte quando lui non è presente e parlatene con lei in maniera chiara e decisa ma senza troppo alterarsi: ricordate che per il bimbo sarà già motivo di stress il fatto di doversi separare dalla madre, perciò non alimentate questo stress e cercate sempre di mostrare un atteggiamento calmo e rassicurante. La stessa cosa, chiaramente, dovrà fare la tata: eventuali scambi di vedute o di opinioni vanno fatti sempre prima dell’incontro con il bimbo e mai in sua presenza.
Impegnatevi quindi a rendere questo passaggio meno traumatico possibile, e a farlo con molta gradualità.

Assumere una baby sitter: primi passi per la stipula del contratto. Cosa fare se la baby sitter è straniera.

Se il periodo di prova va a buon fine, e avete deciso di assumere la baby sitter, allora è necessario ufficializzare l’assunzione attraverso un contratto lavorativo: non dimenticate, comunque, che anche il periodo di prova va retribuito.
La baby sitter è a tutti gli effetti un lavoratore domestico: il lavoratore domestico è colui che presta un’attività lavorativa continuativa per le necessità della vita familiare del datore di lavoro. Questo presuppone che, a meno che non ci si affidi ad una baby sitter solo per poche occasioni – e quindi è bene valutare le tariffe orarie di ciascuna tata – è necessario stipulare un contratto di lavoro in quanto il suo ruolo è regolato dalla legge tramite il contratto collettivo di lavoro di categoria che disciplina, in tutto il territorio nazionale, il rapporto di lavoro domestico prestato dagli addetti al funzionamento della vita familiare.
Cosa fare quindi prima dell’assunzione?
Intanto bisogna chiarire se la persona che state per assumere è di nazionalità italiana o comunque proviene dai paesi dell’Unione Europea (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria).
Se il lavoratore infatti è italiano oppure appartenente ai paesi dell’Unione Europea sopracitati (ai quali aggiungiamo Norvegia, Islanda, Liechtenstein), in questo caso il datore di lavoro può assumere direttamente la baby sitter, previo colloquio e accordi circa l’orario, la retribuzione, le ferie, e in generale tutte le componenti necessarie a stabilire il rapporto lavorativo.
Il lavoratore può essere assunto anche se non è iscritto all’ufficio di collocamento – basta essere in possesso di codice fiscale, documento di identità e tessera sanitaria – e, poiché la legge prevede che l’età minima per le assunzioni sia equivalente a sedici anni, i documenti da presentare (oltre i sopracitati) sono: il certificato di idoneità al lavoro, rilasciato dall’Ufficiale sanitario dell’ASL di zona dopo visita medica a cura e carico del datore di lavoro e la dichiarazione dei genitori o di chi ne fa le veci, che acconsenta affinché il lavoratore minorenne viva presso il datore di lavoro.
Se invece la baby sitter non fa parte dell’Unione Europea (ed è quindi extracomunitaria) le procedure sono un po’ più complicate e si diversificano a seconda che il lavoratore risieda già in Italia o meno.
Quali sono dunque le procedure da seguire?
Se il lavoratore è extracomunitario ma risiede già in Italia, deve essere chiaramente in possesso del permesso di soggiorno, grazie al quale il datore di lavoro potrà, insieme a lui, compilare e sottoscrivere un modulo (il modulo Q) per stipulare il contratto di soggiorno per lavoro, da inviare a mezzo raccomandata a/r allo Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura di residenza, unitamente alla copia del proprio documento di identità.
Se invece il lavoratore non risiede in Italia, il datore di lavoro deve attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto flussi dell’anno in corso (che programma il numero massimo di lavoratori extracomunitari che potranno soggiornare in Italia per motivi di lavoro) e, a partire dalle scadenze indicate, presentare la domanda di nulla osta al lavoro.
Questa domanda, grazie al Ministero dell’Interno che ha dato il via ad una procedura più flessibile, è possibile compilarla e inviarla via internet, collegandosi e registrandosi al sito www.interno.it .Una volta compilata la domanda (scaricando sul proprio computer un programma apposito), essa va inviata allo Sportello Unico, il quale convocherà il datore di lavoro per consegnarli il nulla osta e la sottoscrizione del contratto di soggiorno, previa verifica della documentazione relativa al reddito e della ricevuta dell’avvenuta richiesta del certificato di idoneità alloggiativa. Lo Sportello Unico si occuperà, inoltre, di fare avere al lavoratore il visto di soggiorno, ed il lavoratore dovrà, entro otto giorni dall’ingresso in Italia, recarsi presso lo Sportello Unico a firmare il contratto.
Il contratto di soggiorno per lavoro, infine, stipulato con il datore di lavoro mediante il modulo Q, è un obbligo sia nel caso in cui si voglia instaurare un nuovo rapporto di lavoro sia se si intende rinnovare il permesso di soggiorno.

Cosa dice la legge: le sanzioni che regolano l’assunzione in nero e i diritti della baby sitter in caso di malattia, infortunio e maternità.

Il contratto di lavoro va stipulato – a meno che non si faccia uso di una baby sitter ad ore – anche per non andare incontro ad eventuali sanzioni amministrative per il lavoro in nero.
L’assunzione, infatti, (ma anche l’eventuale cessazione o modifica del rapporto di lavoro) va comunicata subito all’INPS, in quanto l’omissione o il ritardo di questa comunicazione può far andare incontro ad una sanzione amministrativa che varia dai 200 ai 500 euro e che va pagata alla Direzione Provinciale del Lavoro.
Inoltre, se non avete iscritto la vostra baby sitter all’INPS, potreste andare incontro ad una multa che va da 1500 euro a 12000 euro per ogni lavoratore in nero, e che sarà maggiorata di 150 euro per ogni giornata lavorativa effettiva. Queste sono solo alcune delle sanzioni a cui potreste andare incontro: infatti, se non pagate i contributi, potreste arrivare a pagare una multa minima di 3000 euro, anche per una sola effettiva giornata di lavoro.
Fate quindi sempre molta attenzione a cosa dicono le leggi in merito, onde evitare alla fine spiacevoli stravolgimenti della situazione.
Una volta assunta la vostra baby sitter e sistemate tutte le pratiche legali e amministrative, dovete però tenere conto di altri fattori: se è vero che, in fase di colloquio, avete chiesto alla candidata una certa flessibilità e vi siete informate circa la sua disponibilità ad eventuali straordinari, tenete sempre presente che anche questi vanno regolamentati e che, inoltre, assumendo una baby sitter non dovrete dimenticare i suoi diritti di lavoratore.
Quali sono questi diritti?
I più importanti, che dovete sempre tenere ben presente, riguardano infortunio, malattia, e maternità: se la vostra baby sitter di fiducia si ammala, quali sono le regole e le leggi in merito che tutelano la sua posizione? E quali sono invece i suoi doveri? Ma soprattutto, quali sono i vostri doveri in quanto datori di lavoro?
Se la baby sitter si ammala, dovrà comunicarvi immediatamente la situazione, o comunque il prima possibile (il che significa prima dell’orario di lavoro), e, successivamente, dovrà farvi pervenire entro due giorni, un certificato medico rilasciato entro il giorno successivo all’inizio della malattia.
L’INPS non è dovuta al pagamento di alcuna indennità in caso di malattia del lavoratore domestico (mentre lo è in caso di maternità), ma la vostra baby sitter avrà il diritto alla conservazione del suo posto di lavoro in funzione all’anzianità di servizio maturata, per un massimo di 10 giorni in caso di anzianità di sei mesi, 45 giorni per anzianità da sei mesi fino a due anni di servizio, e 180 giorni per anzianità maggiore di due anni.
Questa regolamentazione circa la conservazione del posto di lavoro ha validità anche nel caso di infortunio: inoltre, se la vostra tata di fiducia è rimasta vittima di infortunio domestico, dovrete denunciare l’accaduto all’Istituto Nazionale contro gli Infortuni sul Lavoro, entro 24 ore e telegraficamente per infortuni mortali; entro due giorni dalla ricezione del certificato di infortunio, per gli eventi pronosticati non guaribili in tre giorni, e presentare entro due giorni la denuncia all’autorità di Pubblica Sicurezza. In caso di infortunio, inoltre, dovrete pagare la baby sitter per i primi tre giorni di assenza.
E per quanto riguarda lo stipendio in caso di malattia? Voi dovrete pagare alla baby sitter metà dello stipendio pattuito per i primi tre giorni, e siete tenuti al pagamento dell’intero salario per i giorni successivi, fino ad un massimo di 8 giorni, per anzianità di sei mesi, 10 giorni, per anzianità fino a due anni, 15 giorni per anzianità di servizio che supera i due anni.
Se la baby sitter invece aspetta un bebè, ha diritto a tutte le garanzie a tutela della maternità, perciò, durante il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro dovrà conservare il suo posto lavorativo e avrà diritto ad una indennità che sostituisca lo stipendio. Il suo posto di lavoro, infatti, è tutelato dal contratto collettivo, e non potete in alcun modo licenziarla se non vi sono mancanze gravi da interrompere il rapporto lavorativo.

Il rapporto baby sitter-madre-bambino. Errori da non fare.

Il rapporto che si instaura tra voi, il vostro bambino e la baby sitter, è più complesso di quanto si possa immaginare ed è bene analizzarne alcuni aspetti al fine di non cadere in errori di valutazione che possano rivelarsi in futuro difficili da gestire.
Prima di tutto, il motivo che vi porta a scegliere di fare accudire il vostro bambino da una “estranea”, solitamente deriva da un fatto di necessità: generalmente ogni madre vorrebbe prendersi cura personalmente del proprio bimbo, e, qualora per diverse motivazioni questo non potesse accadere, preferirebbe certamente affidare il piccolo ad una persona conosciuta e di famiglia. Molto spesso però i nonni sono lontani, lavorano ancora, o per qualunque altro motivo non potete disporre della loro presenza accanto al vostro bambino: se lavorate, non avete davvero altre soluzioni che affidarvi ad una tata.
E’ molto difficile, però, fidarsi a priori di una sconosciuta: anche se la baby sitter che avete assunto dimostra di essere la persona più buona di questo mondo, anche se vi ha ispirato sin dall’inizio e ha dimostrato di possedere una pazienza innata e un grande auto controllo, c’è sempre quello sfondo di paure e timori che spingono una mamma a non fidarsi ciecamente di una estranea. E questo non a torto, chiaramente: ma per quanto voi possiate aver valutato attentamente referenze, esperienze pregresse, e lati caratteriali della tata, non sarete mai certe al cento per cento di potervi fidare di lei. Almeno, non per i primi tempi.
Questi timori verranno certamente percepiti sia dalla baby sitter sia dal vostro bambino: se il bimbo capisce che la madre non si fida della persona che passerà con lui gran parte della giornata, non sarà di certo un fattore positivo. Pertanto, seppure inizialmente guidate da un comprensibile beneficio del dubbio, dovrete sforzarvi di mostrare al massimo la vostra serenità di fronte al bambino, questo per facilitare, come già spiegato in precedenza, il legame che si dovrà instaurare tra lui e la tata.
Ma se inizialmente sarete guidate da queste paure, pian piano e mano a mano che la baby sitter frequenterà la vostra casa, le ansie lasceranno posto ad un senso di tranquillità che farà sicuramente bene anche al vostro bambino. Questo è il rapporto ideale che dovrebbe instaurarsi: il bimbo dovrà sapere che la figura della mamma è fissa e insostituibile, pur fidandosi della tata, e la baby sitter dovrà avere il pieno controllo della situazione quando voi non ci siete, sapendo di poter contare sul vostro appoggio e di sentirsi davvero parte integrante della famiglia.
Se il vostro atteggiamento sarà calmo e rilassato, la baby sitter tenderà sì a vedere il suo rapporto con il bimbo come un lavoro dal punto di vista degli obblighi lavorativi, ma riuscirà ad instaurare una relazione con lui che vada al di fuori del semplice rapporto lavorativo e questo sfondo di serenità, allegria e tranquillità farà bene certamente al piccolo.
Una delle paure principali che colpisce le mamme in carriera, è che il bimbo, a lungo andare, possa legarsi eccessivamente alla baby sitter quasi sostituendo la sua figura a quella della madre: il pericolo che questa confusione venga generata nella sua mente esiste, ma può essere smussato e comunque limitato se la madre riesce a mettere i paletti con chiarezza e se riesce ad essere presente in tutti i momenti possibili. Una delle cose su cui come madre non dovete in alcun modo fare sconti, è la vostra autorevolezza: se i genitori stabiliscono delle regole, la baby sitter non può e non deve nella maniera più assoluta prendere iniziative, perché questo rischierebbe non solo di compromettere la vostra autorità nei confronti del bambino, ma potrebbe generare in lui confusione e scambio di ruoli.
Se, per esempio, la madre non gli permette di guardare la tv oltre le 9 di sera, la baby sitter non potrà fare il contrario, ma dovrà seguire la stessa linea della madre, in quanto nel bambino potrebbero venire fuori atteggiamenti e sentimenti contrastanti sia nei confronti della mamma, sia nei confronti della baby sitter, e alla lunga, questo potrebbe indurre ad un attaccamento morboso da parte del bambino e ad una confusione di ruoli che sarà molto dolorosa anche per voi.

Il licenziamento della baby sitter: cosa dice la legge in merito e come rendere il distacco meno traumatico possibile per il bambino

Quando il bimbo cresce e quindi inizia ad andare a frequentare l’asilo, potreste non avere più bisogno di una persona che si occupi di lui in maniera continuativa, perché i tempi dell’asilo spesso sono abbastanza flessibili e possono combaciare con i vostri impegni lavorativi, oppure possono essere cambiate le vostre necessità, o ancora, potreste finalmente disporre dell’aiuto dei nonni, che magari saranno finalmente in pensione e potranno occuparsi personalmente di vostro figlio.
Dunque, arriva un momento in cui il rapporto lavorativo con la tata può dichiararsi concluso, e questo chiaramente comporta anche delle limitazioni e degli obblighi legali e amministrativi, così com’è stato per l’assunzione.
Quali sono le strade da seguire per il licenziamento del lavoratore domestico? Innanzitutto, il rapporto di lavoro può cessare in qualsiasi momento sia da parte del lavoratore che da parte del datore di lavoro, a condizione che vi sia – come in tutti i casi – un preavviso. Le leggi che regolano il preavviso di licenziamento parlano molto chiaro, e prevedono due casi:
· A fronte di un rapporto lavorativo che abbia avuto un impegno superiore a 24 ore settimanali, il preavviso dovrà essere di: 15 giorni, fino a 5 anni di anzianità di servizio presso lo stesso datore di lavoro; 30 giorni oltre i cinque anni di anzianità.
· A fronte, invece, di un rapporto di lavoro con impegno fino a 24 ore settimanali, il preavviso dovrà essere di: 8 giorni, fino a due anni di anzianità di servizio; 15 giorni oltre i due anni di anzianità.
Questi termini potranno avere una riduzione del 50% se è la tata a volersi licenziare. Il preavviso da parte vostra è importante perché se non lo date regolarmente sarete tenuti a pagare una indennità pari alla retribuzione corrispondente al periodo di preavviso spettante.
Inoltre, così come è avvenuto per l’assunzione, dovrete comunicare all’INPS la cessazione del rapporto di lavoro con la baby sitter entro cinque giorni dall’evento, presentando un modulo preventivamente compilato in ogni sua parte, che troverete alla sezione Moduli del sito Internet dell’INPS.
E la liquidazione?
Alla fine di un contratto di lavoro siete sempre tenuti a pagare una liquidazione (anche nel caso di poche ore lavorative o di periodo di prova), tenendo conto di diversi fattori: retribuzione mensile, tredicesima, e indennità sostitutiva di vitto e alloggio nel caso in cui la baby sitter abbia svolto il suo lavoro presso la vostra abitazione consumando almeno due pasti al giorno e usufruendo del posto letto.
E dal punto di vista del bambino?
E’ chiaro che, quando per tanti anni una baby sitter ha frequentato la vostra casa, ha visto crescere il piccolo, ed il bimbo si è affezionato a lei, sarà difficile interrompere questo rapporto, e quindi l’interruzione non dovrà essere improvvisa.
Il consiglio è quello di fare abituare il piccolo un po’ per volta a questa nuova situazione, magari facendo in modo che per i primi tempi la baby sitter continui a frequentare la vostra casa e lasci quindi il nucleo familiare in maniera graduale: dovete tenere presente, infatti, che una separazione improvvisa potrebbe traumatizzare il bambino o comunque farlo soffrire, perché gli verrebbe a mancare quella figura che per anni ha quotidianamente avuto accanto a sé e con la quale ha instaurato un rapporto quasi familiare.
In vista di questo, quindi, prima ancora di arrivare ad interrompere il rapporto lavorativo, fate in modo che la separazione avvenga in maniera graduale, diminuendo a mano a mano le ore di lavoro della baby sitter: in questo caso, per il bimbo, il processo di separazione sarà molto più naturale ed accetterà in maniera diversa e più positiva il distacco dalla tata.
Inoltre, se col passare del tempo, aveste bisogno di una baby sitter ad ore (perché magari i nonni non possono occuparsi per un giorno del bambino) cercate di fare in modo che ad occuparsene sia sempre la sua vecchia tata: questo sarà molto positivo per il bambino, perché creerà un contatto di continuità e farà in modo che egli possa abituarsi in maniera meno traumatica al distacco.

Lavoro per Neolaureati in Ingegneria da Fameccanica

Fameccanica DataOggi parleremo di uno dei settori lavorativi più ambiti e di forte interesse per i laureati appena usciti da questo campo di studi. L’Ingegneria viene scelta da molti giovani brillanti. La domanda che in molti si fanno però è questa: troverò lavoro una volta terminati gli studi? Purtroppo non è facile, ma ogni tanto buone proposte arrivano. Lavorare nel campo dell’ingegneria è davvero ottimo, e porta anche ad avere un’ottima retribuzione. Allo stesso tempo è un ottimo lavoro che porta ad un ottima retribuzione.

Fameccanica Data è una azienda molto conosciuta e lavorare per loro può dimostrarsi una valida opportunità. Tratta la costruzione e la progettazione di prodotti igenico sanitari, ovvero pannolini e assorbenti. Si occupa anche del confezionamento.
Fameccanica Data è conosciuta in tutto il mondo e cerca personale, persone neolaureati in ingegneria in possesso dei seguenti requisiti:

Ecco tutti i requisiti richiesti da Fameccanica Data per iniziare a lavorare con loro:
-Conoscere bene la lingua inglese. Questo requisito è fondamentale.
-Il candidato deve essere disponibile sia nei classici turni lavorativi, sia che capitasse per lavoro l’ occasione di trasferte.
-Il candidato deve essersi laureato con ottimi voti.
-Avere una minima esperienza aziendale è molto importante per questo campo.
-Essere socievole con le persone, sapersi rapportare ed aver spirito di iniziativa.
-Avere una laurea in Ingegneria, come Meccanico, nel campo del’ Elettronica o come Automazione e Gestionale.

Le sezioni sono indirizzate un’ pò ovunque ma la sede ufficiale si trova a San Giovanni Teatino sarebbe in provincia di Chieti

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale di Fameccanica. 

Se volete far parte anche voidelle selezioni, dovete inviare il vostro curriculum alle aziende il prima possibile. Consultate sempre il link qua sopra per ogni domanda.

L’Oréal assume 50 persone in tutta Italia

L’Oreal lavora con noiSe pensi a bellezza e make-up cosa ti viene in mente? Probabilmente tra i marchi più famosi non potrà che spiccare la famosissima L’Oréal, leader in questo settore oltre che catena multinazionale che detiene alcuni tra i più importanti gruppi nel mondo della moda e della cosmesi.
Il giro di affari presente dietro l’Oréal è davvero smisurato. Non possiamo sorprenderci se ogni anno annuncia il suo interesse nell’assumere nuovo personale.

Se vi piace la bellezza e lo stile, lavorare per questa prestigiosa azienda può fare al caso vostro. L’azienda sta cercando nuove personale, offrendo in tutto 50 posti nella penisola.  Invia subito la tua candidatura a L’Oréal se vuoi tentare di essere tu una delle fortunate ragazze scelte!

L’Oréal offre diverse possibilità, vediamo quali sono

-Stage commerciale
L’Oréal sta cercando per conto di Giorgio Armani degli stagisti che abbiano una laurea e ottime conoscenze di informatica e di lingua inglese la sede è a Milano e Lombardia.

-L’Oréal cerca AGENTI DI VENDITA per le seguenti città Bologna, Lecco, Monza, Como e Sondrio.
Inoltre dovrai essere in possesso di un auto propria oltre che la residenza in base a la città dove andrai a lavorare. Devi avere anche il diploma e verranno scelti in via preferenziale coloro che hanno maturato almeno 2 anni di esperienza nel settore.

-Cerca STAGE MARKETING a Torino

La durata di questo corso è pari a 6 mesi. Il candidato deve avere ottima conoscenza dell’ inglese e deve avere esperienze di stage fatte all’estero.

-CONSULENTE DI VENDITE

L’Oréal cerca consulenti di vendite con un forte spirito d’iniziativa e votati al successo. Devono però essere attenti alla moda e sensibili, oltre che possedere una discreta esperienza in ambito commerciale.Durerà 5 settimane il corso e le aree di competenza sono elencate qui sotto.

Toscana, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Puglia, Calabria, Lazio, Lombardia, Marche e Piemonte.

-Cerca INTERIOR AND RETAIL DESIGNER

L’Oréal cerca una persona laureata in Interior design o in architettura e che conosca benissimo Adobe, CAD e la lingua inglese naturalmente. (Torino è la sede di lavoro)

Infine L’Oréal cerca per conto di Giorgio Armani e Vichy, cerca persone che abbiano un ottima conoscenza della lingua inglese e che hanno già praticato all’estero un lavoro analogo, perché offrirà loro degli alloggi in foresteria nella sedi di Milano e Torino per una durata di 6 mesi.

Per maggiori informazioni: L’Oréal

Corso per Allievi Marescialli

carabinieriOggi parleremo del Ministero della Difesa, il quale offre  l’ opportunità di diventare allievi Marescialli del corpo dei Carabinieri grazie a dei corsi, i quali  danno modo a 300 persone di occupare un posto di lavoro.

Occuparsi della gestione e dell’ amministrazione dell’ Arma è compito dell’ Ministero della Difesa. Si occupa anche di fornire dei bandi per assumere nuovo personale.

Ecco il tanto atteso bando per il 5° corso triennale dedicato ai  300 nuovi Allievi Marescialli dell’ Arma dei Carabinieri.

Se avrai tutti i requisiti richiesti che tra poco ti elencheremo, potresti entrare a far parte del corpo dell’ Arma dei Carabinieri.

Ricordiamo che la scadenza per partecipare al bando è stata decisa per la data del 20 novembre 2014, manca quindi meno di un mese. Chi fosse interessato deve affrettarsi a inviare la propria candidatura. Proseguite nella lettura per conoscere tutti i dettagli.

Ecco i requisiti richiesti per diventare allievi Marescialli

– Sovrintendenti o appuntati

– Idoneità al servizio militare incondizionato.

– Diploma delle scuole superiori.

-Non aver superato i 30 anni di età.

-Al seguente bando non sono ammessi individui che hanno condanne per delitti anche non colposi, lo stesso vale per chi ha ricevuto delle sanzioni disciplinari.

come partecipare al concorso per diventare Allievi Marescialli

Solamente online potrai fare domanda. Dovrai compilarla e successivamente inviarla sempre online, tramite la sezione “area concorsi” sul sito ufficiale dei Carabinieri.
Inoltre dovrai usare la casella di posta elettronica CEC-PAC conforme agli standard CIE e CNS, più la firma digitale, tutto questo fa parte della normale procedura di identificazione.Dovrai inserirti più volte con differenti procedure di identificazione.
Completato l’ iter ti arrivaerà un email per accedere al modulo di presentazione per la domanda online aderente al concorso per allievi Marescialli Carabinieri.

Ecco la procedura per le assegnazioni dei 300 posti

-12 candidati per chi è in possesso di un attestato di bilinguismo. (non sotto quello di istruzione secondaria)

-60 posti riservati ai coniugi e ai figli superstiti, ai diplomati delle scuole militari dell’ esercito e orfani militari (per maggiori info leggete bando completo)

– I restanti sono aperti a candidature varie.

Per altre domande andare sul sito riportato qui in basso.

http://www.carabinieri.it/NR/rdonlyres/07B36824-E6D5-4E64-A6FA-E5FC6EEB899F/16168/DM279bando5Triennale2014.pdf

Trovare lavoro grazie ai social network

network marketingAl giorno d’oggi, la nuova tecnologia e, in particolare, l’utilizzo sempre più diffuso dei social network, permettono un maggior contatto con il mondo esterno, infatti, i social network, offrono numerose occasioni per conoscere, incontrare e per stabilire sempre nuovi contatti.

Uno dei vantaggi dei social network è quello di aiutare le persone nella ricerca di un lavoro, infatti, ci sono moltissimi social network dedicati esclusivamente a riunire i professionisti di determinati settori.

La cosa migliore sarà quella di mantenere costantemente aggiornate le nostre informazioni lavorative, come le esperienze lavorative e la qualifica. Soprattutto sarà necessario inserire queste informazioni nei social network in cui troviamo un maggior numero di professionisti legati al nostro settore di lavoro.

L’obiettivo è quello di farsi conoscere, far capire il settore in cui si è lavorato e in cui si desidera lavorare e questo grazie, soprattutto, ad un aggiornamento periodico dei nostri dati. Ricordiamo che aggiornare il nostro profilo non è un lavoro faticoso o impegnativo o che può portar via del tempo, ma è un’operazione molto facile e veloce, e perciò non si possono avere delle scusanti. Bastano 5 minuti per inserire le nuove formazioni o le nuove esperienze lavorative.

Le informazioni inserite all’interno del vostro profilo sono una chiave importante per dare maggior risalto al profilo e ottenere un maggior numero di visite e di contatti interessati alle vostre competenze.

Quando siete alla ricerca di un posto di lavoro, le informazioni che dovrete includere dovranno essere solo informazioni che vi verranno richieste e che dovranno essere mirate in base alla posizione che si dovrà occupare. Quindi sarà importante offrire un’informazione più corretta e diretta possibile per attirare maggiormente l’attenzione di potenziali contatti.

Ecco perché sarà necessario creare diversi profili che potremmo chiamare “su misura” per ciascuno dei social network, così potrete valorizzare il profilo di ogni social network con le informazioni più indicate e più interessanti per poter ottenere un lavoro in quel settore.

Inoltre, durante la pubblicazione del proprio profilo non bisognerà assolutamente dimenticarsi di includere una fotografia recente, poiché dare una buona immagine di se stessi rappresenterà già un punto a vostro favore.

La partecipazione attiva a questi social network è un buon metodo per farvi conoscere nel modo più veloce possibile. Questo è il fenomeno noto come rete.

Un esempio molto importante viene dato da alcuni social network che riuniscono in un unico gruppo tutti i professionisti del settore facendoli incontrare una volta al mese, al fine di stabilire delle relazioni sociali e far in modo così di aumentare il numero dei membri del social network stesso.

Ora se state cercando lavoro, non perdete tempo e cominciate subito ad andare alla ricerca dei social network giusti e inserite il vostro profilo, poiché questo vi aiuterà non poco a favi conoscere e a darvi visibilità, potrete così instaurare nuove conoscenze, magari anche lavorative.

Lavorare come blogger e redattore di contenuti

bloggersOggi, lavorare e far carriera nel mondo della scrittura non è facile. Infatti, molti professionisti non considerano correttamente il lavoro di blogger e di redattore di contenuti, ma, anzi, molto spesso li sottovalutano. In realtà, molto semplicemente criticano tutti quei blogger o redattori che si fanno pagare pochi euro per scrivere un articolo, poiché non li reputano dei professionisti per il fatto che accettano dei guadagni così miseri.

Tuttavia, il mondo della scrittura ha un grande futuro, se si considera che internet apre sempre nuove porte a tutti coloro che vogliono intraprendere questa professione. Inoltre, non è da sottovalutare che quando si lavora come blogger può essere anche molto più facile pubblicare un proprio libro personale.

Qui di seguito alcuni consigli per lavorare come blogger e come redattore dei contenuti:

1 Informarsi. Sarà necessario essere alla continua ricerca di informazioni. Di informazioni interessanti e su argomenti di attualità. Per fare questo, sarà necessario essere sempre attenti e ricettivi, leggere giornali, riviste e interessarsi alle questioni culturali. Sicuramente sarebbe meglio concentrarsi e specializzarsi su un determinato argomento, anche se sarà più difficile iniziare, poi con una buona conoscenza dell’argomento sarà più facile essere sempre competenti e aggiornati. E’ possibile anche spaziare da un argomento all’altro stando attenti, però, a non rischiare di scrivere il niente di tutto, poiché non si è sufficientemente preparati in quell’argomento. Si potrebbe anche prendere in considerazione l’idea di lavorare gratuitamente a qualche progetto, per poter così acquisire maggiore esperienza e conoscenza. Ovviamente, soprattutto all’inizio bisognerà cercare di valorizzare solo i lavori migliori, fissando anche un prezzo su ogni singolo scritto.

2 Metodo di lavoro. Di vitale importanza sarà creare un ambiente di lavoro ideale. Se possibile, è meglio destinare una stanza della casa come luogo di lavoro, altrimenti va bene anche un angolo in una stanza, in modo da poter aver un luogo tranquillo per poter concentrarvi durante la scrittura degli articoli. Meglio ancora se si può disporre di un ufficio con un grande tavolo, una buona illuminazione, in un ambiente tranquillo. Cercate di non commettere l’errore di ridurre la vostra vita solo alla scrittura, molte molte ore al giorno senza mai fare una pausa, parlare con un amico o bere un caffè. Questo perché scrivere è un lavoro di concentrazione e che può comportare un notevole sforzo mentale, perciò sarà importante mantenere comunque una vita personale attiva. Pertanto, sarà necessario staccare la spina e vivere anche nella realtà. Anche perché, molto spesso fare delle conversazioni con degli amici può essere molto utile per ottenere molte nuove idee per lavorare.

3 Partecipare a concorsi di scrittura. E’ sempre molto difficile vincere un concorso di scrittura, in quanto, soprattutto se siete alle prime armi, troverete sempre quello più esperto di voi, quello con più padronanza della lingua, quello che scrive sull’ultimo argomento sulla bocca di tutti.. ma in ogni caso è molto importante parteciparvi comunque. Questo perché nei concorsi di scrittura vengono sempre pubblicati i lavori migliori. Ciò consente di ottenere pubblicità, successo ed esperienza nella scrittura e forse, aspetto ancora più importante, è che continuando a scrivere e studiando quello che scrivono gli altri si potrà ottenere ancora più padronanza nella lingua e si riuscirà ad essere più creativi e coerenti.

4 Cercare un lavoro. Sarà necessario e fondamentale effettuare una ricerca attiva per trovare un lavoro. Ovviamente per trovare lavori come blogger o redattore di contenuti sarà meglio effettuare delle ricerche nei siti specializzati in questo settore.
5 Pubblicità. Sarà molto utile gestire il proprio blog inserendo all’interno dello stesso delle pubblicità. Infatti, grazie alla pubblicità si potrebbero incrementare i propri introiti.

6 Realtà o ispirazione. La realtà è che il lavoro di un blogger o di un redattore di contenuto si basa sulla costanza, sulla preparazione, sulla pazienza e sulla capacità di rileggere un testo per poter correggerlo quando necessario. L’ispirazione è un momento raro, perciò se si rimane in costante attesa di quest’ultima rischiamo di non scrivere più niente. Sarà perciò necessario sedersi, riflettere e cominciare a scrivere e riscrivere fino a quando il testo non sarà perfetto.

7 Realismo. Sarà necessario essere realisti e capire che è molto difficile per una persona diventare un milionario attraverso la carriera di blogger o redattore di contenuti, anche se ovviamente ci sono delle eccezioni. Perciò è molto più probabile trarne grandi soddisfazioni personali che economiche.

8 Cercare un equilibrio. Il lavoro dello scrittore è un lavoro che richiede molta energia, quindi, sarà necessario cercare un equilibrio. Bisogna sapersi scollegare e trovare del tempo per godere della compagnia vostra famiglia, dei vostri amici e perché no, anche di voi stessi. Non bisogna commettere l’errore di ridurre la vita al solo lavoro, poiché non sarebbe la soluzione ideale per il proprio benessere. Pertanto, sarà necessario fissare dei limiti e degli orari in cui lavorare e mantenere quelli.

9 Benefici. Sicuramente scrivere ha dei grandi benefici, oltre a farvi guadagnare qualche soldo, vi aiuterà soprattutto a rimanere sempre aggiornati, a continuare ad imparare e perciò a mantenere il cervello attivo.

Ovviamente una caratteristica e qualità per diventare un buon blogger o un buon redattore di contenuti è quello di fornire degli scritti di qualità e soprattutto senza errori ortografici. Questo purtroppo è abbastanza comune in alcuni blog. Perciò leggete e rileggete i vostri scritti, anche solo per evitare degli errori ortografici fatti solo per fretta o distrazione.

Come trovare un lavoro dopo i 50 anni

cercoTrovare un lavoro dopo i 50 anni non è sicuramente facile. Senza ombra di dubbio un cinquantenne non ha certo le stesse possibilità di trovare un lavoro di un giovane. La disoccupazione non influisce ugualmente in tutti gli strati sociali, e soprattutto, varia molto in base alla fascia d’età. Pertanto, i disoccupati over 50 sicuramente percepiscono la loro disoccupazione come più grave rispetto ad un ventenne. Nella società di oggi, ci sono molte persone con più di 50 anni vittime di un sistema che offre poche opportunità di lavoro, causando un elevato tasso di disoccupazione e privando queste persone di un futuro, rendendole fragili e indifese. Anche la depressione è una malattia sempre più frequente, soprattutto per i disoccupati in questa fascia d’età, dovuta sempre all’incertezza del domani. Un disagio molto alto è sentito soprattutto da tutti quei cinquantenni padri di famiglia che devono far fronte alle spese famigliari e che hanno anche un mutuo da pagare.

Anche se in un primo momento può sembrare che l’età più avanzata possa rappresentare un inconveniente,bisogna pensare, che al contrario, molte aziende, ovviamente dipende dal settore e dalle qualifica che cercano, preferiscono ancora assumere dei professionisti, delle persone responsabili, che hanno già esperienza nel mercato del lavoro e soprattutto che hanno già esperienza proprio nel settore. Quindi, sarà necessario pensare positivo, pensare a quello in cui si è esperti e fare di tutto per rafforzare il proprio valore lavorativo.

Per trovare lavoro dopo i 50 anni, come prima cosa, si dovrebbe pensare ad una nuova formazione. Sarà possibile partecipare a dei corsi di formazione organizzati dal comune, dalla regione o dalle società specializzate, che si rivolgono esclusivamente ai disoccupati. In questo modo si può ampliare il proprio curriculum, migliorare le conoscenze e le competenze che già si hanno, o aggiungendo una competenza nuova che potrebbe dare maggiori opportunità lavorative. Potrebbe essere utile informarsi soprattutto su quali sono i lavori più richiesti e dove l’offerta non soddisfa la domanda. In questo modo sarà ancora più facile poter avere maggiori possibilità di trovare un lavoro, se ovviamente queste richieste rappresentano un qualcosa di fattibile per voi e per le vostre capacità.

Anche per un cinquantenne in cerca di lavoro è molto importante prendere parte attiva nei social network, per esempio, potrebbe valer la pena di registrarsi su siti come LinkedIn, poiché, grazie a questi strumenti moderni, sarà possibile acquisire nuovi contatti commerciali. Allo stesso modo, anche usare Facebook potrebbe essere molto utile, potrebbe darvi una certa popolarità nella rete e soprattutto dare nuove opportunità, anche lavorative.

Molto importante è avere spirito di iniziativa, in quanto l’iniziativa rappresenta sempre e comunque una chiave per il successo nella ricerca di un posto di lavoro a qualsiasi età. Pertanto, sarà necessario organizzare il vostro tempo ed effettuare una ricerca attiva di lavoro. Potrebbe essere utile, magari una volta alla settimana, anche occuparsi di volontariato, in quanto questa attività potrebbe permettere l’acquisizione di nuove esperienze.

Infine, analizzate l’ambiente che vi circonda e cercate di capire se conoscete qualcuno che vi possa consigliare o parlare di qualche azienda che cerca personale. Non escludete questo campo, spesso il passaparola è molto importante per poter trovare un lavoro, soprattutto dopo i 50 anni, quando l’impresa ancora più ardua.

 

8 errori frequenti quando si cerca lavoro in internet

cercoPiù perfetto sarà il sistema che avrete messo appunto per la ricerca di un lavoro, più possibilità avrete di raggiungere il vostro obiettivo. La realtà è che oggi la maggior parte delle ricerche di   lavoro si fanno on-line, ma purtroppo molto spesso si commettono alcuni errori.

Qui di seguito alcune informazioni per evitare di compiere questi errori.

1 Profilo incompleto. Un errore molto diffuso e molto grave è quello di lasciare incompleto il proprio profilo sui social network . Bisogna aver ben presente che grazie ai social network è possibile farsi conoscere e sviluppare nuovi contatti. E’ perciò molto importante inserire tutti i dati che vi vengono richiesti e tenere costantemente aggiornato il vostro profilo in modo da dare più informazioni possibili e attirare maggiormente coloro che possono essere interessati alle vostre competenze. Chiaramente bisognerà avere un po’ di pazienza per inserire tutte le informazioni necessarie, quindi bisognerà prendersi del tempo e inserire nel modo più corretto e preciso tutti i dati. Solo la prima volta l’inserimento dei dati potrà richiedere un po’ di tempo, successivamente per aggiornare il proprio profilo ci vorrà poco.

2 Essere passivi. Molto spesso, quando si è alla ricerca di un lavoro, ci si iscrive ad un social network eppoi non lo so frequenta mai. Questo è un errore abbastanza diffuso. Quando si affronta una disoccupazione, soprattutto se di lunga durata, è ancora più importante partecipare attivamente sui social network, mantenere il profilo aggiornato e iscriversi a qualche discussione e parteciparvi. Questo è necessario per poter farvi conoscere e per far mantenere l’interesse degli altri utenti su di voi. Altrimenti succederà che vi iscriverete come degli sconosciuti e invece di farvi conoscere rimarrete degli sconosciuti, la vostra iscrizione andrà ad aumentare il numero di profili sui social network ma non vi darà alcuna possibilità di farvi conoscere.

3 Curriculum. Con il passare del tempo e con la tecnologia sempre più evoluta anche il curriculum sta cambiando forma. O meglio, molte persone si stanno evolvendo sempre di più, al punto che hanno scommesso sui videocurriculum digitali. Questo dimostra che non ci si deve limitare a creare un curriculum con un formato standard, ma bisogna ingegnarsi, lavorare e re-inventarsi il proprio curriculum per renderlo più personale ed innovativo. Ovviamente, in ogni caso sarà necessario evidenziare i dati più importanti della vostra formazione, le vostre qualifiche, il vostro lavoro e le vostre ambizioni.

4 Selezionare gli annunci. Non dovrete puntare o inviare curriculum a tutte le offerte di lavoro che trovate, ma dovete cercare di fare una selezione, cercando di limitare il processo di ricerca solo ai lavori che possono andare bene per il vostro profilo. Perciò, cercate di fare una piccola selezione, scartando i lavori che proprio non hanno niente a che vedere con la vostra formazione, mostrando, così, di avere dei criteri logici e coerenti.

5 Spaziare anche off line. Un altro grave errore che si commette al giorno d’oggi, all’interno di una società tecnologica, è quello di dimenticarsi che internet non è l’unico strumento utile che si può utilizzare per trovare un lavoro. Sarà, perciò, necessario controllare anche le sezioni dedicate alle offerte di lavoro all’interno dei giornali, andare all’ufficio di collocamento, presentarsi alle aziende interinali che fanno da tramite tra chi cerca e chi offre un lavoro …

6 Attenzione alle informazioni lasciate in internet. Cercare sempre di prendervi cura della vostra privacy. Cercate di limitare l’uso di internet per questioni personali. Evitate di mettere in bella mostra foto personali o informazioni personali che potrebbero essere viste in tutto il mondo, e che potrebbero ritorcesi contro di voi. Ricordate che qualunque cosa mettiate in internet con una semplice ricerca potrà essere visualizzata da chiunque, anche da un possibile datore di lavoro, che potrebbe farsi un’idea di voi, diversa dalla realtà. E’ possibile, però, e soprattutto molto importante fare un uso positivo di internet, cercare di essere originali e creativi, per esempio, è possibile creare il proprio blog su un argomento legato alla vostra area professionale.

7 Avere molti contatti. Sarà necessario fare il possibile per poter aumentare i propri contatti, soprattutto quelli mirati al campo lavorativo. Ed è ancora più importante essere intelligenti e riuscire a mantenere questi contatti, poiché potrebbero contribuire a nuove idee, dare opinioni, condividere progetti …

8 Attenzione alle false offerte di lavoro. Una cosa molto importante è quella di stare attenti a non cadere nel tranello delle false offerte di lavoro. Il primo dubbio dovrebbe venire quando vengono offerti lavori con la promessa di guadagni esagerati. In internet, bisognerà essere capaci di selezionare le giuste offerte di lavoro, in quanto non tutte le offerte sono credibili e di qualità. Allora, vi chiederete, come si può rilevare una fonte inaffidabile? Cercate le offerte su siti conosciuti (Trovolavoro, Monster, ecc), cercate in internet opinioni e pareri sull’azienda che ha inserito l’inserzione, visitate il loro sito e verificate se l’estetica del sito è attraente, se le pagine si presentano piene di pubblicità o se ci sono errori di ortografia. Cercate di avere sempre un occhio critico nei confronti di un’offerta di lavoro e non credete che sia oro tutto ciò che luccica.

Ora che avete tutte le informazioni necessarie mettetevi alla ricerca, in internet, del vostro posto di lavoro, ricordatevi di essere coerenti, completi e chiari. Inoltre, quando siete in internet ricordate sempre di avere un occhio in più di attenzione.