Come aprire un bar o un ristorante

Il video realizzato dalla Camera di Commercio di Milano, vi spiegherà quali passi bisogna svolgere e quali requisiti bisogna avere per poter avviare un bar o un ristorante. In questo articolo vi forniremo solo le informazioni più importante, perciò se volete avere ulteriori dettagli, vi consigliamo di guardare il video in questione.

L’attività di somministrazione a pubblico di alimenti e bevande consiste nella gestione di un bar, di un ristorante, di una trattoria, di una pizzeria, di una paninoteca, di un’osteria e simili. L’attività di somministrazione comprende tutti quei locali all’interno dei quali i clienti consumano alimenti e bevande.

Per svolgere questo tipo di attività sono necessari requisiti morali, requisiti professionali e l’autorizzazione dal Comune nel quale verrà svolta l’attività. Per quanto riguarda i requisiti morali e professionale spetta al singolo Comune il compito di accertare che ci siano i requisiti necessari per poter svolgere questa attività, il controllo verrà effettuato tramite l’ufficio pianificazione e sviluppo. Inoltre, dal 2006 non è più obbligatoria l’iscrizione al Rec. Chi vuole svolgere l’attività di somministrazione deve essere in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti professionali e cioè avere un diploma della scuola alberghiera o un diploma con titolo equivalente legalmente riconosciuto, o aver prestato la propria opera per almeno due anni degli ultimi cinque presso un’impresa con attività di somministrazione alimenti o bevande, o aver frequentato con esito positivo un corso professionale riconosciuto. Oltre ai requisito morali e professionali, è necessaria l’autorizzazione del Comune. Nel caso si trattasse di una nuova attività sarà necessario come prima cosa ottenere l’autorizzazione da parte del comune competente per territorio, poi procedere con la comunicazione alla Camera di Commercio e allo Sportello Unico Attività Produttive. Invece, nel caso in cui si rilevi un’attività già esistente è sufficiente solo la comunicazione alla Camera di Commercio e allo Sportello Unico Attività Produttive. La comunicazione di inizio attività alla Camera di Commercio deve essere effettuata attraverso la Comunica star Web. Per poter effettuare questa procedura sarà necessario avere un pc, una linea adsl, una casella Pec e la firma digitale.

Avete visto le procedure necessarie per poter avviare un’attività con somministrazione di alimenti e bevande, perciò non perdete tempo e cominciate col trovare il locale giusto!!

 

Aprire un’impresa agricola

Il video realizzato dalla Camera di Commercio di Milano, vi mostra cos’è un’impresa agricola e quali siano le pratiche necessarie per poterla avviare.

Riportiamo solo le informazioni più importanti, perciò, se volete maggiori dettagli, vi consigliamo di guardare il video proposto.

L’imprenditore agricolo è definito come colui che esercita la coltivazione di un fondo, o selvicoltura o se alleva animali e tutte le attività connesse.

La prima cosa necessaria per poter aprire un’impresa agricola sarà quella di avere un terreno disponibile da adibire alla coltivazione o all’allevamento. Il terreno può essere di proprietà o può anche essere in affitto.

Come seconda cosa sarà necessaria la stesura del business plan, documento necessario per poter descrivere il progetto, per effettuare un’analisi di mercato e vedere quali possono essere i nostri clienti e come possiamo raggiungerli, capire quali possano essere i possibili concorrenti, definire i servizi e prodotti che si vogliono offrire e a che prezzo, effettuare una pianificazione economica per capire i costi iniziali e le possibili entrate. Inoltre, il business plan serve per capire quali siano le procedure necessaire da svolgere per poter avviare l’attività e quale sia la forma giuridica più adatta.

Infine, sarà necessario effettuare la comunicazione di inizio attività. Questa comunicazione viene fatta attraverso la comunicazione unica, una procedura telematica che con un solo gesto permette di aprire la partita Iva, di effettuare l’iscrizione all’Ufficio delle Imprese nella sezione speciale, di aprire la posizione previdenziale e assicurativa e la comunicazione SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al comune competente per territorio.

Con questo video vi abbiamo mostrato cos’è un’impresa agricola e quali sono le pratiche necessarie per poter avviare l’attività, ..non perdete tempo e realizzate il vostro sogno!!

Aprire una web agency

Il video postato su YouTube dalla Camera di Commercio di Milano, vi spiegherà cos’è una web agency e quali sono le pratiche necessarie per poterla avviare. Noi riportiamo solo le cose più importanti, perciò, se volete maggiori informazioni , vi consigliamo di guardare il video.

Aprire un’agenzia di servizi web vuole dire avviare un’attività che si occupa della creazione e della gestione dei siti e portali web, dello sviluppo e realizzazione delle app, di offrire consulenza alle imprese in tema di internet e dell’indicizzazione.

La prima cosa che bisogna fare per poter avviare un’attività di web agency è la stesura del business plan, un documento che deve descrivere il progetto imprenditoriale, deve analizzare il mercato con lo studio dei potenziali clienti, di come poterli raggiungere e lo studio dei potenziali concorrenti, deve definire i servizi che si vogliono offrire con i relativi prezzi, deve pianificare le spese cercando di capire quali siano quelle iniziali e quali siano i possibili ricavi. Ed infine, deve dimostrare la scelta della forma giuridica e i primi passi burocratici da compiere.

Poi, sarà necessario presso il comune di competenza per territorio verificare le norme a cui bisogna attenersi per ottenere l’agibilità del locale, l’assenza delle barriere architettoniche, le norme igieniche e le norme antincendio.

Come ultima cosa da fare per poter avviare un’attività di web agency è la comunicazione di avvio attività. Questa comunicazione deve essere fatta attraverso la comunica, una procedura telematica che permette di aprire la partita Iva, di effettuare l’iscrizione in Camera di Commercio, l’apertura della posizione previdenziale e assicurativa e la Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al comune competente per territorio.

Con questo video vi abbiamo mostrato quali siano le procedure da effettuare per poter aprire una web agency, perciò non perdete tempo e cominciate subito con il redigere il vostro business plan!!

Avviare un’attività di autoriparazione

Se desiderate avviare un’attività di autoriparazioni, il seguente video, trovato su YouTube e creato dalla Camera di Commercio di Milano, vi spiegherà come fare. In questo post vi forniamo le informazioni più importanti, ma vi consigliamo di guardare il video per avere maggiori dettagli.

L’attività di autoriparazione comprende gli autoveicoli, veicoli, autotreni, autoarticolati, ciclomotori,macchine agricole, rimorchi e carrelli adibiti al trasporto su strada di cose e persone.

L’ attività di autoriparazione è suddivisa in quattro categorie:

– Attività di meccanica e motoristica, cioè un’attività che prevede la riparazione di automobili e che può, anche, essere affiancata dalla rivendita di carburante e gonfiatura delle gomme.

– Attività di carrozzeria o meglio definita come un’officina all’interno della quale si riparano o si costruiscono carrozzerie di automobili o di altri veicoli.

– Attività di elettrauto, un’attività che prevede l’installazione, la messa a punto e la riparazione di apparecchi elettrici ed elettronici di auto, moto, camion e autobus.

– Attività di gommista, cioè un’attività che prevede la manutenzione, la riparazione e la sostituzione degli pneumatici.

L’autolavaggio, il distributore di carburante, la sostituzione del filtro aria, dell’olio e del liquido di raffreddamento e i veicoli che non sono targati sono esclusi dall’attività di manutenzione e riparazione dei veicoli a motore.

Le imprese devono segnalare l’inizio attività all’ufficio del Registro delle imprese o all’Albo artigiani di competenza attraverso la Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). Per ogni impresa sarà necessario nominare un responsabile tecnico che deve avere dei determinati requisiti. Per quanto riguarda i requisiti personali, deve essere cittadino italiano o della comunità europea, altrimenti deve avere un permesso di soggiorno per lavoro autonomo, non deve avere condanne definitive per reati relativi agli interventi di sostituzione, modificazione e ripristino di veicolo a motore. Per quanto riguarda i requisiti professionali, il responsabile dovrà avere una laurea o un diploma tecnico di istruzione rilasciato dalla scuola secondaria attinente all’attività, oppure deve avere un titolo di studio a carattere tecnico professionale e un anno di lavoro, degli ultimi cinque, svolto nel settore, oppure aver superato un corso teorico-pratico e aver lavorato almeno un anno, negli ultimi cinque, nel settore, oppure aver svolto tre anni di attività negli ultimi cinque, sempre nel settore.

Il responsabile tecnico non può essere il responsabile tecnico per più officine, non può essere un collaboratore esterno , né un libero professionista. Per le imprese artigiane sarà necessario o abilitare il titola dell’impresa artigianale, o un socio lavorante di una s.n.c. o di una s.r.l, o un socio lavorante accomandatario di una s.a.s.

Il responsabile tecnico deve avere un rapporto di immedesimazione con l’impresa e perciò deve essere titolare, amministratore, socio, institore, dipendente, collaboratore famigliare, associato in partecipazione, procuratore e prestatore di lavoro somministrato o ripartito.

Non è consentita la nomina di un consulente o di un professionista esterno.

Nel caso di ditta individuale il responsabile tecnico deve essere il titolare dell’impresa.

In questo video vi abbiamo mostrato come avviare un’attività di autoriparazioni…

Come aprire un’attività di installazione impianti

Qui di seguito vi mostreremo un video, preso da YouTube e realizzato dalla Camera di Commercio di Milano, che vi spiegherà come è definita un’attività di installazione di impianti e le pratiche burocratiche e i requisiti necessari per poterla avviare.

Possono rientrare nelle discipline di attività di istallazioni di impianti degli edifici tutte le imprese che operano attraverso impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione e utilizzo di energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere, impianti radio televisivi, antenne ed impianti elettronici in genere. Inoltre, impianti di riscaldamento, climatizzazione, condizionamento e refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense e di ventilazione e aereazione dei locali. Inoltre, impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura e specie, impianti per la distribuzione e il consumo di gas di qualsiasi tipo comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione e aereazione dei locali, impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, montacarichi e scale mobili e simili, impianti di protezione antincendio.

Le imprese devono presentare la SCIA la Segnalazione Certificata di Inizio Attività all’ufficio di competenza territoriale.

Il responsabile tecnico per poter svolgere l’attività deve possedere almeno uno dei seguenti pre- requisiti tecnico-professionali.

Titolo di studio: un diploma di laurea in materia tecnica specifica conseguito presso l’università statale o una legalmente riconosciuta utile ai fini dello svolgimento dell’attività.

Titolo di studio ed esperienza professionale: in aggiunta al titolo professionale, verrà richiesta un’attività lavorativa che dovrà essere svolta nello stesso settore per il quale si richiede il requisito tecnico-professionale, escludendo le attività amministrative.

Esperienza professionale specializzata: aver esercitato l’attività di installazione di impianti per almeno tre anni nello stesso campo dell’impresa che si vuole avviare.

Esperienza professionale: aver installato impianti per almeno sei anni con una collaborazione tecnico continuativa in un’impresa abilitata nel settore di competenza.

Requisiti di onorabilità: non devono essere stati immessi provvedimenti relativi alla normativa antimafia nei confronti del titola d’impresa e institore e tutti i soci di una società a nome collettivo.

In questo articolo vi abbiamo spiegato quali sono i requisiti necessari e quali le pratiche più importanti da svolgere per poter avviare un’attività di installazione di impianti, ma se volete maggiori informazioni, vi consigliamo di guardare il video qui sotto.

Aprire un ostello della gioventù

ostelloQui di seguito vi mostreremo un video, trovato su YouTube e realizzato dalla Camera di Commercio di Milano,che vi spiegherà cos’è un ostello della gioventù e cosa è necessario fare per poterne aprire uno.

L’ostello della gioventù è una struttura ricettiva, simile ad un albergo,che viene utilizzata per il soggiorno e il pernottamento dei giovani e dei loro accompagnatori. A differenza dell’albergo, l’ostello della gioventù ha la particolarità di offrire degli spazi che poi verranno condivisi da più persone, generalmente da giovani.

E’ un’impresa turistica che viene definita struttura ricettiva extra-alberghiera.

Se si vuole aprire un ostello della gioventù sarà necessario trovare il locale più adatto e capire quali siano i requisiti e le autorizzazioni necessarie per poter aprire l’attività. I requisiti necessari come quelli tecnico sanitari, come gli standard minimi obbligatori e come i requisiti funzionali, dovranno essere richiesti al comune in cui la struttura è situata.

Gestire un ostello richiede anche la capacità e l’obbligo di effettuare alcune pratiche. Sarà necessario far compilare ad ogni cliente una scheda ministeriale con le proprie generalità, comunicare alla questura, entro 24 ore dall’arrivo, tutto l’elenco degli ospiti, esporre in ogni locale i prezzi minimi e massimi applicati di ogni prodotto o servizio e comunicare alla provincia, ogni 31 ottobre, i prezzi che verranno applicati l’anno successivo . Un’altra cosa molto importante da fare sarà la stesura del business plan, un documento necessario per descrivere la propria idea imprenditoriale, per effettuare un’analisi di mercato, cercando di capire quali possano essere i possibili clienti e i possibili concorrenti, per definire l’offerta del servizio e il prezzo adeguato al mercato, per indicare i costi e le possibili entrate, per scegliere la forma giuridica e per definire le procedure burocratiche necessarie.

Come ultimo step, per poter aprire l’attività, sarà necessario effettuare la comunicazione unica, una procedura telematica che consente, con una sola operazione, di aprire una posizione Iva, l’iscrizione alla Camera di Commercio e l’apertura della posizione previdenziale e assicurativa. Infine, sarà obbligatoria la comunicazione al comune competente per territorio attraverso la Scia, la segnalazione certificata di inizio attività.

In questo articolo vi abbiamo spiegato quali siano le procedure più importanti da seguire e quali caratteristiche bisogna avere pere poter aprire e gestire un ostello, ma vi consigliamo comunque di guardare il video qui sotto per avere informazioni più dettagliate.

Come avviare un’attività di vigilanza privata

guardia giurataQui di seguito vi mostreremo un video, preso da YouTube e realizzato dalla Camera di Commercio di Milano, che vi spiegherà cos’è un’attività di vigilanza privata e quali sono le procedure da seguire per poterla avviare.

L’attività di vigilanza privata si divide in due categorie, custodia e guardiania non armata e in istituto di investigazioni.

Fanno parte di custodia e guardiania non armata il portinaio, il custode e il guardiano non armato di unità immobiliari che non sono imprenditori e che non hanno necessità di avere un’autorizzazione del prefetto per svolgere questa attività. Invece, l’ istituto di investigazioni è l’attività di chi si occupa di offrire vigilanza e custodia di proprietà mobiliari o immobiliari per conto terzi e a scopo di lucro, mettendo a disposizione la propria organizzazione come guardie giurate o scorta valore, oppure chi effettua investigazioni e ricerche per raccogliere informazioni per conto di privati e sempre a scopo di lucro.

Perciò, per chiarire, l’istituto di investigazione comprende l’istituto di investigazione privata, l’attività di investigazione, ricerche e raccolta di informazioni per conto di privati, l’antitaccheggio investigativo, indagini penali difensive, controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi.

Per svolgere l’attività di vigilanza serve una licenza rilasciata dall’ufficio territoriale del governo anche attraverso il sistema telematico.

In questo articolo vi abbiamo spiegato in generale cos’è un’attività di vigilanza, se volete maggiori informazioni, guardate il sito qui sotto.

Aprire un’impresa di facchinaggio

Qui di seguito vi mostreremo un video postato su YouTube nel canale della Camera di Commercio di Milano, che vi spiegherà cos’è un’impresa di facchinaggio, quali sono le pratiche e i requisiti necessari per poterla aprire.

L’impresa di facchinaggio è definita tale quando svolge un’attività di movimentazione di merci o prodotti attraverso l’utilizzo di macchinari, mezzi meccanici o attrezzature tecnologiche comprensive di attività preliminari o complementari della movimentazione di questi prodotti. Fanno tutti parte di un’impresa di pulizia i portabagagli, i facchini e pesatori di mercati agro-alimentari, facchini degli scali ferroviari, facchini doganali, facchini generici, accompagnatori di bestiame e facchinaggio svolto nelle aree portuali. Invece, non rientrano nella definizione di facchinaggio, quando sono esercitate autonomamente, l’insacco, la pesatura, la legatura, l’accatastamento, la pressatura, l’imballaggio, la gestione del ciclo logistico, la pulizia dei magazzini,dei piazzali di depositi colli e bagagli, la presa consegna, i recapiti in loco, la selezione e la cernita di carta da macero, i prodotti ortofrutticoli più materiale vario, i prodotti derivanti dalla mattazione, dalla scuoiatura, la toelettatura, la macellazione, l’abbattimento di piante destinate alla trasformazione in cellulosa, carta o simili.

Le imprese di facchinaggio devono presentare la Scia, la segnalazione certificata di inizio attività all’ufficio del registro delle imprese della provincia in cui è presente la sede legale della società. Per poter aprire una società di facchinaggio saranno necessari alcuni requisiti. I primi requisiti sono quelli di capacità economica e finanziaria, come l’affidabilità che deve essere comprovata da un istituto bancario, l’inesistenza di protesti per il titolare dell’impresa e l’apertura di una posizione previdenziale presso INPS o INAIL. Poi, saranno necessari i requisiti di onorabilità sia per il titolare d’impresa individuale, che per tutti i soci di una società in nome collettivo o di una società accomandataria, sia che sia s.a.s. che s.a.p.a.. Molto importante non dichiarare il falso in quanto comporterebbe delle responsabilità penali.

Con questo video, vi abbiamo mostrato quali lavori bisogna svolgere per essere definiti impresa di facchinaggio e quali sono i requisiti necessari per poter aprirla. In questo post abbiamo cercato di inserire le informazioni più importanti, ma vi consigliamo di guardare il video per avere ulteriori informazioni.

Non vi resta che agire!

Aprire un Microbirrificio

microbirrificioQui di seguito troverete un video, creato dalla Camera di Commercio di Milano e postato su YouTube, che vi spiegherà come aprire un microbirrificio.

In questo post riportiamo le informazioni più importanti, ma vi invitiamo a guardare il video di seguito per avere maggiori dettagli.

Il microbirrificio è un’attività di produzione e vendita di birra artigianale e viene definito tale quando non supera la produzione di 10.000 ettolitri l’anno. Quando alla produzione e alla vendita si vuole anche affiancare la somministrazione della birra il microbirrificio verrà definito brewpub.

La prima cosa da fare per poter aprire un microbirrificio è la stesura di un business plan. Il business plan serve a pianificare il progetto, a fare un’analisi del mercato per studiare i possibili clienti, il luogo ideale dove aprire, per decidere i servizi che si vogliono offrire e a che prezzo, a pianificare le spese iniziali e le possibili entrate. Inoltre, servirà per la scelta della forma giuridica della società e per capire quali siano le prime pratiche burocratiche da sbrigare.

Per quanto riguarda le pratiche burocratiche, sarà molto importante capire quali licenze e quali autorizzazioni bisognerà ottenere per poter aprire un microbirrificio e quali spazi saranno necessari per lo svolgimento dell’attività.

La licenza dovrà essere richiesta all’agenzia delle dogane attraverso l’ufficio tecnico finanza, poiché è proprio l’agenzia delle dogane ad essere la responsabile per ciò che riguarda le accise sull’alcool. Invece, per quanto riguarda l’autorizzazione sarà necessario rivolgersi al comune competente sul territorio in cui si decide di aprire il microbirrificio, che attraverso l’asl, indicherà quale normativa viene applicata sul territorio per quanto riguarda l’idoneità dei locali, gli spazi necessari, i macchinari e le attrezzature da utilizzare. Inoltre, per quanto riguarda il brewpub, sarà obbligatorio, per almeno uno dei responsabili, frequentare un corso, in questo caso presso uno degli enti autorizzati (solitamente la regione di appartenenza), per la somministrazione.

Il tempo necessario per ottenere la licenza e l’autorizzazione sarà di circa tre mesi. L’investimento iniziale per aprire un microbirrificio è all’incirca di 200.000 euro.

Per ultima cosa sarà necessario comunicare l’apertura dell’attività attraverso la “ComUnica”, una procedura telematica che permette l’apertura della posizione fiscale, l’iscrizione in Camera di Commercio, l’apertura della posizione previdenziale e assicurativa e la comunicazione Scia al comune di competenza.

Grazie a questo video è stato possibile capire quali sono le fasi da seguire per poter aprire un microbirrificio, perciò se siete ancora dell’idea..cominciate con il redigere il vostro business plan.

Aprire un’agenzia matrimoniale in franchising Club di Più

Club-di-Piu

Club di Più è la più qualificata agenzia matrimoniale italiana ed è l’unica agenzia per single certificata dagli stessi iscritti.

Club di Più nasce nel 1995 dall’idea di Valeria Pilla che con un matrimonio fallito alle spalle e tre bimbi da mantenere ha deciso di riscattarsi trovando un lavoro. Inizialmente è stata assunta come consulente per una linea amica, poi rendendosi conto di quante persone erano sole e soffrivano di solitudine come lei ha deciso di provare a mettersi in gioco e ad aprire l’agenzia matrimoniale Club di Più. Il successo è stato talmente ampio che ad oggi si contano già numerose agenzie e quasi 20000 iscritti alla community. All’interno di un’agenzia matrimoniale in franchising Club di Più è possibile, grazie alla professionalità dei consulenti che ci lavorano, la persona più adatta per condividere passioni e interessi.

Ogni iscritto avrà a disposizione il proprio consulente professionale che dopo numerosi colloqui conoscitivi proporrà una vasta gamma di pretendenti, per permette all’iscritto nuove conoscenze, nuove amicizie e perché no, nuovi amori. Inoltre, iscrivendosi ad un’agenzia matrimoniale in franchising Club di Più è possibile partecipare a cene, feste e week-end per avere la possibilità di ampliare le proprie conoscenze.

Se si vuole aprire un’agenzia matrimoniale in franchising Club di Più sarà necessario un investimento iniziale a partire dai 12,500 euro, ma non verrà richiesta nessuna royalty e nessuna fee d’ingresso. Il franchising Club di Più si occuperà della formazione sia del titolare che dei consulenti, offre un’assistenza continuativa sia in fase di apertura che durante tutta la durata del contratto. Mette a disposizione un software di ultima generazione per gestire al meglio l’attività. Inoltre, il franchising Club di Più fornisce un’ampia banca dati e un vasto portafoglio clienti. Garantisce una zona in esclusiva.

Il locale deve avere una metratura di circa 60 mq e trovarsi in zone di passaggio e facilmente raggiungibili.

Se si vogliono maggiori informazioni su come aprire un’agenzia matrimoniale in franchising Club di Più, visitate il sito: www.clubdipiu.com

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