Come aprire un autolavaggio self service

autolavaggio

Almeno un auto a famiglia. Questa è la realtà dei fatti. L’automobile è per molti una vera e propria esigenza. È il mezzo di trasporto che ci permette di andare a lavoro, a pranzo dai genitori, di viaggiare… molte persone prendono l’automobile anche per evitare di fare pochi passi. L’automobile però non è solo un mezzo di trasporto. Molto spesso infatti è il primo biglietto da visita di una persona. Pensiamo a un geometra che deve presentarsi ad un appuntamento con un possibile cliente. Pensiamo anche al ragazzo che deve andare in discoteca perché vuole trovare la fidanzata. La macchina deve essere impeccabile se vuole fare buona impressione.

Oltre alla benzina, l’assicurazione e le spese di ordinaria e straordinaria manutenzione, l’automobile richiede una costante pulizia. Ecco che viene in soccorso dell’automobilista l’auto-lavaggio. Questi luoghi mettono a disposizione tutto ciò di cui il guidatore ha bisogno.

Le statistiche inoltre ci parlando di un buon 50% di automobilisti che preferiscono ricorrere all’autolavaggio self service piuttosto che a pulirsi la macchina nel garage di casa propria. Questi luoghi infatti sono visti anche come una delle tante possibilità di conoscere persone. Ecco che la clientela si fidelizza davanti ad un servizio ottimale.

Aprire un autolavaggio self service può essere una buona idea. Oltre a dare un servizio utile alla comunità, l’autolavaggio offre un incredibile fonte di guadagno. Ma sapete qual’è la cosa fantastica? L’autolavaggio è un’attività che non vi richiede molto tempo.

Non dovrete star li a controllare. I macchinari fanno tutto da soli, compreso scambiare i soldi in gettoni e dopo ritirarli. Il lavoro dietro sarà minimo e nel frattempo potrete occuparvi di altre idee imprenditoriali.

Ovviamente per aprire un auto lavaggio avete bisogno di un capitale a disposizione. L’investimento infatti è sostanzioso. Potreste anche scegliere di aprire un autolavaggio a mano, ma i guadagni sono decisamente inferiori e avrete bisogno di un buon numero di persone da assumere.

L’articolo di oggi infatti è dedicato a come aprire un autolavaggio self service, dove si le spese sono decisamente superiori, ma anche i guadagni non sono da meno.

Vediamo adesso quali sono le tappe fondamentali da “bruciare” per aprire un autolavaggio faidate.

-Scelta dello spazio. Un impianto di media grandezza richiede infatti un minimo di 1.500 mq suddivisi strategicamente tra spazio per la pulizia interna, quella della carrozzeria e pulizia dettagliata dei vari accessori (tappeti ad esempio). Scegliete un posto di passaggio, magari in prossimità di un benzinaio o di un centro commerciale.

-Adesso, dopo aver valutato se le spese rientrano nelle vostre possibilità e avete trovato il luogo adatto, dovete passare alle questioni burocratiche. Andate all’ufficio tenico del Comune muniti di un dettagliato progetto per descrivere come le acque utilizzate verranno smaltite. Presentate la dichiarazione di conformità dei macchinari, la valutazione dell’impatto acustico e il permesso per scaricare le acque.

-Bene, se i permessi sono stati ottenuti, registratevi alla Camera di Commercio e aprite partita IVA.

La somma per aprire un autolavaggio è parecchio sostanziosa, si aggira intorno ai 350.000€. Bisogna infatti considerare l’acquisto dei macchinari e il terreno. Se avete deciso di aprire un autolavaggio fai-da-te non avrete bisogno di dipendenti ma le spese andranno a finire sulla manutenzione ordinaria e straordinaria.

Ovviamente potete decidere di aprire un autolavaggio manuale o uno meccanizzato ma che richiede ugualmente la vostra presenza. In ogni caso, considerate sia i soldi che siete disposti a investire ma anche il ritorno economico. Un auto-lavaggio manuale non sarà mai remunerativo quando uno automatizzato. Tutto comunque varia da ciò che voi vi aspettate dalla vostra nuova idea imprenditoriale. Valutate bene e dopo, in bocca al lupo per la vostra nuova impresa!

Come aprire una palestra – mettersi in proprio

palestraAprire una palestra può rivelarsi un’ idea eccellente, purché l’imprenditore sia disposto a sottostare ad alcune burocrazie made in Italy. Le persone amano le palestre perché, oltre ad essere il luogo ideale per allenarsi e scolpire il fisico, offre anche la possibilità di conoscere persone nuove.

I clienti di una palestra si aspettano un certo tipo di ambiente. Hanno bisogno delle attrezzature giuste, di un ambiente pulito, locali dove cambiarsi ecc. è importante quindi che il proprietario riesca a individuare le esigenze del proprio target di riferimento e soddisfarle.

Il fatto è che non tutti possono aprire una palestra. Il proprietario deve possedere determinati requisiti a livello personale. Dovrà ottenere tutte le autorizzazioni comunali e sanitarie e dovrà assumere personale specializzato. Analizziamo adesso ogni singolo punto.

Requisiti personali da rispettare per aprire una palestra

Il titolare della palestra non deve aver riportato condanne penali o una pena restrittiva dalla durata maggiore di tre anni. Visto lo stretto lavoro al pubblico, all’interno di un ambiente molto particolare, l‘imprenditore non deve aver riportato nessuna condanna per aver in qualche modo corrotto il buon costume o la moralità. Non deve avere condanne per reati commessi contro la Sanità, in stato di ubriachezza o per quanto riguarda le sostanze stupefacenti.

Locale idoneo per aprire una palestra

Per aprire una palestra avrete bisogno di un locale molto spazioso. Ovviamente le dimensioni variano in base al progetto che volete mettere in atto. Dovete prima di tutto mettere nero su bianco il tipo di servizio che volete svolgere.

All’interno della vostra palestra volete proporre anche corsi di danza, arti marziali e altre discipline? In base all’idea che avete, lo spazio deve modificarsi. Dovrete creare comunque locali idonei e che rispettino i requisiti della licenza di agibilità.

Il luogo migliore è in prossimità di un parcheggio. Non è necessario aprire una palestra nel centro storico della città, è però necessario offrire ai clienti un posto auto, magari riservato proprio a loro.

Il locale avrà poi bisogno di una bella “rinfrescata”. Oltre all’arredamento e l’acquisto dell’attrezzatura, dovrete anche rivedere tutti gli impianti idraulici e elettrici. Anche perché non avrete il permesso di aprire prima che gli stessi saranno verificati e approvati.

Chi assumere?

Ovviamente personale qualificato. Avete bisogno di istruttori abilitati per le varie discipline, personal trainer, direttore tecnico e responsabile sanitario (il quale deve avere una laurea in medicina).

Burocrazia per aprire una palestra

-Presentare il Comune la richiesta di autorizzazione per aprire l’impianto. A tale richiesta dovrete allegare una copia della polizza assicurativa di responsabilità civile verso terzi. Certificato di idoneità statica per quanto riguarda le strutture portanti, valutazione dell’impatto acustico, una dichiarazione in cui il responsabile sanitario e il direttore tecnico dicono di accettare l’incarico, presentare il parere delle autorità sanitarie per quanto riguarda i requisiti igienici.

Dovrete poi aprire Partita IVA, comunicando l’inizio dell’Attività all’Agenzia delle Entrate. Dovete ottenere il certificato prevenzione incendi (ottenibile dai vigili del fuoco) e l’assicurazione contro infortuni sul lavoro.

Infine, è indispensabile l’iscrizione alla gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali presso l’INPS.

Chiariamo subito che gestire una palestra non è facile. Tralasciando il fatto che c’è bisogno di un investimento sostanzioso, è proprio il fatto di portarla avanti che richiede sacrifici e dedizione. Trovare personale idoneo non è facile, accontentare le persone neanche. è importante non fermarsi mai, migliorarsi sempre, trovare i professionisti migliori ed essere disposto a pagare bene per non perderli.

Come aprire un negozio di arredamento

negozio di mobiliL’arredamento è un settore che fortunatamente non ha risentito molto della crisi. Arredare la casa infatti è una necessità. Non si tratta solo di scegliere i mobili e gli accessori più costosi. Il vero motivo per cui l’arredamento è importante è perché ci consente di sentirci appunto a casa nostra. Lo scegliamo nei minimi particolari, decidiamo la collocazione, il colore, la qualità. Abbiniamo i vari accessori così da rendere il tutto accogliente.

Sia chi acquista casa sia chi invece vuole semplicemente dare una bella rinfrescata a quella dove già abita, si rivolgerà inevitabilmente a un negozio di arredamento.

Oggi vedremo come aprire un negozio di arredamento, con qualche consiglio per cercare di rispondere adeguatamente alle richieste della clientela.

1.Evitate di aprire il solito, classico e noioso negozio di arredamento, uno di quelli che sembrano fatti con lo stampino. Cercate qualcosa di diverso, andate a caccia dell’idea innovativa. Una buona idea sarebbe quella di aprire un negozio di arredamento specializzato in una singola nicchia. Avrete maggiori probabilità di imporvi nel settore e di ottenere una clientela fidelizzata e realmente interessata ad acquistare i vostri prodotti.

2.Adesso che la vostra idea è messa nero su bianco, iniziate a valutare con molta attenzione la zona. L’ideale è trovare un fondo in una di quelle zone dove c’è un buon transito o, ancora meglio, dove c’è un ampio parcheggio.

3.Questo genere di attività non può essere sostenuta se il fondo è piccolo. Ricordiamo che dovrete esporre i mobili, avere un ufficio di accoglienza e dove stimare i preventivi.

4.Arredamento. Si dovrete esporre i vostri mobili, ma questo non significa che il luogo è privo di un arredamento proprio. Dovrete prima di tutto rifare (se necessario) gli impianti elettrici e idraulici. Dovrete ristrutturare le pareti, creare nuovi divisori, tinteggiare, fare la pavimentazione, arredare le postazioni dove accoglierete i clienti, aggiungere un’adeguata illuminazione ecc. E, visto che vendete oggetti per l’arredamento, il vostro spazio deve essere curato nei minimi particolari.

5.A questo punto, dovete risolvere i problemi burocratici. Quindi aprite la partita IVA, iscrivetevi all’INAIL e all’INPS e iscrivetevi al Registro delle Imprese della Camera di Commercio. Informate il Comune dell’apertura dell’azienda e trovate un commercialista di fiducia a cui affidare la gestione del lato burocratico.

6.Dovete trovare un produttore che possa fornirvi una costante fornitura della merce da esporre, sempre aggiornata e al passo con i tempi. Prima di scegliere valutatene più di uno.

7.Pubblicizzate il vostro negozio di arredamento. Utilizzate tutti i mezzi a disposizione. Dal classico volantinaggio all’apertura di un sito web dedicato. Quest’ultimo aspetto poi non è trascurabile. Potreste infatti decidere anche di aprire un e-commerce collegato, vendendo così i vostri mobili e oggetti anche attraverso internet. Non dovrete così limitarvi alla clientela della vostra città, ma potrete espandere i confini in tutta Italia.

8. Ultimo punto, ma non per importanza, valutare tutte le spese. Oltre all’arredamento, l’acquisto o l’affitto del locale, le spese burocratiche e quelle dei fornitori per la merce da rivendere, considerate che un negozio di arredamento richiede anche un buon numero di dipendenti, oltre che la spesa relativa alle solite bollette. I costi possono essere alti. Tuttavia, grazie alle varie agevolazioni è possibile trovare finanziamenti a fondo perduto che ammortizzano la spesa oppure, è possibile ottenere un prestito in banca. Da prendere in considerazione anche l’idea di aprire una società formata da un certo numero di persone, così da ridurre notevolmente le spese del singolo.

Aprire una bigiotteria

negozio bigiotteriaI gioielli piacciono a tutte le donne. Orecchini, bracciali, collane, fermagli per i capelli… Sono oggetti belli da vedere e che hanno il potere di aumentare l’autostima della persona. Ovviamente ci sono Gioielli e gioielli, andiamo da quelli che possiedono un reale valore a quelli che invece, sono costati pochi euro e se rivenduti valgono meno di niente.

La bigiotteria non è ben vista da molti, eppure, con la crisi che c’è oggi, sempre più persone scelgono di entrare in uno di questi negozi per fare i loro acquisti.

Molti di questi oggetti decorativi infatti hanno una bellezza invidiabile ad un prezzo davvero competitivo. Il negozio di bigiotteria riesce a soddisfare le necessità delle giovanissime che non vogliono spendere grandi cifre e non hanno neanche la pretesa di acquistare oggetti di valore. Tuttavia, entrando in un negozio di bigiotteria ci accorgiamo subito che la clientela è davvero variegata.

Sicuramente, se l’idea imprenditoriale di aprire un negozio di bigiotteria viene sfruttato bene, è possibile ottenere un ottimo risultato in termini economici.

Cosa vende un negozio di bigiotteria?

Tutto ciò che può essere indossato. Anelli, orecchini, bracciali, collane, fermagli, passate, spille, cavigliere ecc. Dalla forma più semplice a quella elaborata. La cosa importante però è che il negozio di bigiotteria segua i trend del momento.

Dovrete quindi star dietro alle ultime mode e in alcuni casi essere anche veggenti, prevedendo i gusti. È importante comunque saper proporre anche le cose più classiche. Considerando che ormai la clientela di una bigiotteria va dai 15 ai 70 anni, è importante ricordarsi che non tutte desiderano avere l’oggetto alla moda. Tante donne preferiscono la semplicità.

Alcune persone per aumentare le vendite decidono di vendere anche altri oggetti, come ad esempio borse, portafogli, portachiavi, sciarpe, cappelli, guanti ecc., magari impreziositi da gioielli e pendenti chic.

A quanto vendo i miei gioielli

Il costo varia da tanti fattori, ma una cosa è sicura. I prezzi DEVONO essere bassi. Se proponete bigiotteria non potete sperare di venderla come un oggetto d’oro o argento. La bigiotteria infatti vende solo oggetti “finti”, le pietre non sono vere, il materiale non è puro…dovete ricordarvelo quando decidete i prezzi. Ovviamente “finto” non vuol dire scadente. Quello che vendete non deve rompersi il giorno dopo. Ciò che vendete non deve creare allergie o infezioni.

Non dovete regalare la vostra merce ma neanche sopravalutarla. Dovete essere obbiettivi e avere un buon rapporto tra qualità e prezzo!

Dove aprire il negozio di bigiotteria?

Questa è una di quelle attività commerciali che necessita di un punto veramente strategico. L’ideale? Aprire il negozio nel centro della città, dove le persone vanno a fare shopping. Se molti negozi mantengono la baracca in piedi grazie ad un giro di clienti fidelizzati, un’attività commerciale come questa ha bisogno di tanti, tantissimi clienti giornalieri e non delle solite 100-150 persone che fanno acquisti sostanziosi ogni mese.

È perfetto anche aprire all’interno di un centro commerciale. Ricordatevi che non avete bisogno di un locale particolarmente spazioso, bastano anche fondi di 40 mq per iniziare. La cosa importante è disporre bene la merce e avere un arredamento buono.

Avviare una bigiotteria non richiede investimenti impensabili. Anzi. Ovviamente dovrete rispettare le principali regole burocratiche, trovare i fornitori, farvi pubblicità e ovviamente proporre sempre merce buona, nonostante non si tratti di oggetti “veri”.

Una buona idea è quella di aprire parallelamente al negozio di bigiotteria un e-commerce dove vendere i propri monili. In questo modo le possibilità di guadagno aumentano e inoltre, trattandosi di oggettistica, la merce non va a male ed è possibile spedirla senza grandi difficoltà.

Come aprire un centro di fisioterapia

centro fisioterapiaAprire un centro di fisioterapia è un’idea imprenditoriale valida, ma non è adatta a tutti, bisogna proprio dirlo perché oggi come oggi di truffatori il mondo è pieno e sono tante le persone che cercano di intraprendere la strada senza poterlo fare davvero. Per diventare fisioterapista infatti è necessario aver seguito un preciso corso di studi, tra l’altro molto restrittivo. Purtroppo la concorrenza in questo campo è davvero elevata. Aprono continuamente nuovi centri e in alcuni casi anche abusivi, i quali purtroppo non fanno che screditare il buon nome di questa ottima professione. In questo articolo vedremo tutto ciò che c’è da sapere su come si apre un centro di fisioterapia.

È fisioterapista può trovare lavoro anche nelle cliniche private e all’interno degli ospedali, non è quindi teoricamente costretto a mettersi in proprio. Purtroppo però in questi ultimi anni le assunzioni stanno calando e così, gli studenti appena laureati che vogliono sfruttare la loro laurea e proseguire nel campo che li appassiona, sentono l’esigenza di aprire un centro di fisioterapia tutto loro (oppure in più persone).

Una delle soluzioni migliori è proprio quella di aprire un centro dii fisioterapia avvalendosi della collaborazione di più persone. Prima di tutto vengono così frazionati i rischi qualora l’attività non partisse (speriamo di no certo, ma quando si apre un’attività bisogna sempre tener di conto anche di questa eventualità poco favorevole), ma non è questo l’unico motivo. I professionisti possono supportarsi tra loro, aiutarsi, crearsi un buon nome e dar vita ad un centro professionale e rinomato nel territorio.

Se volete aprire uno Studio Professionale avrete alcune agevolazioni fiscali, se invece preferite un Ambulatorio potete avvalervi di collaboratori ma dovrete spendere qualcosina in più.

Aspetti da valutare prima di aprire un centro di fisioterapia

-Valuta quanta concorrenza c’è nel territorio dove risiedi attualmente. Deve essere calcolata anche in relazione al numero di abitanti. Se c’è troppa concorrenza, prendi in esame la possibilità di trasferirti.
-Trova la struttura idonea. L’ideale è posizionare il centro in una zona facile da raggiungere a piedi, con i mezzi pubblici o i mezzi propri.
-Individua il budget che sei disposto a spendere per la pubblicità. Non prendiamoci in giro, senza un po di sana pubblicità è difficile farsi conoscere. Dovrai investire nel tuo sito web (e in chi lavorerà per te), nei cartelloni pubblicitari, i volantini, le pubblicità online (AdSense e simili)…

– Ricordati che non basta mettere una laurea nel cassetto per reputarsi un vero professionista. Dovrai continuare a studiare, seguire corsi di aggiornamento e di specializzazione.

Come ho detto all’inizio, non tutti possono diventare fisioterapisti. Sono necessari alle spalle degli studi specifici, per la precisione una laurea in Fisioterapia. A livello personale sarà necessaria una certa predisposizione a lavorare con il pubblico e il desiderio reale di aiutare le persone.

Burocrazia per aprire un centro di fisioterapia

Da un punto di vista burocratico, sarà necessario ottenere l’autorizzazione sanitaria. Dovrete poi comunicare al Comune da Denuncia d’Inizio Attività, allegando sia a cosa sono destinati i locali e quale uso volete farne, sia la planimetria che il titolo che avete ottenuto per essere abilitati a questa professione.
Assicuratevi che tutto sia in regola (anche perché c’è chi lo farà per voi), prima di tutto gli impianti elettrici. Sono finiti i tempi in cui il fisioterapista faceva tutto con le mani. Oggi come oggi sono tanti gli apparecchi medicali che può utilizzare nel suo mestiere.

Dovrà poi aprire la Partita IVA e tenere i registri contabili. È obbligato anche a tenere tutte le tariffe delle prestazioni, comunicandole ed esponendole all’interno delle stanze dove svolgerà il proprio lavoro.

Come aprire una sanitaria

termometroOggi parleremo di come si fa ad aprire una sanitaria. Si tratta infatti di un settore che non conosce  la parola crisi e forse non la conoscerà mai. Sono molti i clienti, soprattutto tra le persone anziane, questo ovviamente perché, quando si tratta di salute, tutti noi siamo disposti a spendere. Le persone più giovani in media vantano un miglior stato di salute rispetto agli anziani, ecco che i clienti più abituali sono proprio quest’ultimi. Ritengo però indispensabile che, chi desidera aprire un negozio di sanità, possieda una straordinaria passione per lavorare a contatto con il pubblico e aiutare le persone a risolvere i problemi. Altrimenti il rischio è quello di non ottenere la fiducia dei propri clienti, che è tutto.

Come posso aprire un negozio di articoli sanitari?

  • Prima cosa: prendere un fondo ovviamente. Verificare che il posto non sia fuori mano e disponga di un parcheggio nelle vicinanze.
  • Cominciare subito a farsi pubblicità tramite volantini nelle cassette pubblicitarie, manifesti,  social network e siti internet.
  • Mettersi in contatto con delle case di cura. Lo scopo è cercare di instaurare un rapporto per vedere di riuscire piano piano a diventarne i fornitori.

Ecco i requisiti richiesti per poter aprire e mantenere l’ attività

-Avere esperienza in materia.

-Un budget finanziario discreto (arredamento, locale, prime forniture ecc.)

-Rimanere sempre aggiornati nel proprio campo di competenza, così da mantenere un buon livello professionale,

-Aprire la Partita Iva e iscriversi alla camera di commercio.

-Saper stare al pubblico.

-Prendere in considerazione di fare anche servizio a domicilio, molto utile specialmente per le persone anziane.

Ecco dei prodotti che un cliente si aspetta di trovare.

-Prodotti per gravidanza
-Prodotti per ergonomici
-Articoli per disabili
-Articoli per anziani
-Prodotti per il fitness
-Prodotti elettromedicali
Questi sono alcuni dei prodotti che un potenziale cliente si aspetta di trovare quando entra nel vostro negozio.
Chiaramente sta all’imprenditore decidere cosa inserire e cosa invece escludere dalla sua merce di vendita, sarebbe meglio comunque un bello assortimento per riuscire a soddisfare praticamente tutti i vostri clienti.

Come risparmiare sul materiale scolastico

scuolaCi siamo, la scuola è iniziata. Il nuovo anno scolastico si fa sentire a livello economico a causa di tutto il materiale e oggettistica varia. L’ unica cosa che possiamo fare è cercare di ridurre la sostanziosa spesa che ogni anno deve essere affrontata. Adesso daremo dei consigli su come risparmiare in questo settore.

Ci sono molti metodi per risparmiare tra libri e materiale. Il primo consiglio è quello di acquistare dei libri in un negozio che vende articoli usati, è già un notevole risparmio rispetto a comprarlo nuovo. Tuttavia attenzione, non affidarti al primo negozio vicino casa. Se avrai la pazienza di cercare potrai trovare prezzi più vantaggio.

Guarda sempre le offerte, ma attenzione a cosa compri. Spesso capita di acquistare materiale in offerta ,il quale però risulterà essere scadente. Pensa ad un libro di testo privato di alcune pagine. Che utilità potrebbe avere? 

Se acquistare libri usati è il primo metodo per risparmiare, il secondo è quello di investire i soldi nella cartella, l’astuccio e cose che comunque dureranno negli anni a venire. La spesa in questo peserà una volta sola sul bilancio familiare.

Compra sul web quando puoi. Avrai un notevole risparmio rispetto ai negozi. Inoltre ti arriva direttamente a casa, quindi non c’ è nemmeno bisogno di scomodarsi andando a cercare in tutti i negozi della città (consumando così benzina) . Non ti fidi di acquistare su internet? Alcuni negozi online ti permettono di pagare con il contrassegno solo quando avrai controllato la merce con i tuoi occhi!

Non dimenticare mai di stare sempre con gli occhi puntati su quei siti che offrono i codici sconto! In realtà sono reperibili praticamente ovunque, sia nei negozi online che quelli virtuali. Basta rispettare le modalità per utilizzarli e potrai risparmiare ulteriormente sulle spese scolastiche! 

 

Come diventare regista

registaOggi parleremo di come si fa a diventare regista. Certamente un’ottimo  lavoro e di tutto rispetto, ambito da molti giovani appassionati del settore.

Ma chi è  il regista?

Il regista è colui che gestisce tutta la troupe e coordina i vari aspetti di ciò che poi andranno  a determinare la buona riuscita del film. Per diventare regista bisogna avere esperienza nei vari settori del campo, ovvero: scenografia, montaggio fotografia e costumi.

La riuscita di un film

La prima cosa per fare per far si che si sviluppi un grande film, è che ci sia un buon rapporto e buona collaborazione tra il regista e la sua troupe. L’umore influenza notevolmente la riuscita del film è importante quindi la complicità. I momenti di difficoltà ovviamente non mancano, ma è bene riuscire a creare l’armonia all’interno del proprio staff.

Chi è un Buon Regista?

Un buon regista devi conoscere abbastanza l’ informatica e deve avere dimestichezza con i vari programmi in tal modo da muoversi veloce grazie aquesti. Ovviamente deve conoscere come le sue tasche anche i vari linguaggi del cinema. Ma questo non basta. Ha bisogno di uno staff preparato nel proprio campo. Ha bisogno di un ottimo produttore, il quale insieme al regista andrà a scegliere gli attori.

Per chi vuole diventare regista la strada è difficile. Purtroppo le possibilità di fare un buco nell’acqua esistono, ma se la persona non si arrende e ci mette passione e tanto impegno, le possibilità aumentano. Magari la persona parte come aiuto regista.

Per chi è interessato, a Roma c’è una un ottima scuola che dà l’opportunità di iscriversi ad un corso di regia ovvero, la scuola Nazionale di Cinema si Roma. (durata di 3 anni tra cui corsi e seminari)
é consigliabile finita la scuola, o per chi non ha ancora finito la scuola, di cercare di conoscere persone nel campo della produzione e magari farci amicizia a tal punto da portargli dei cortometraggi in modo da iniziare a farsi notare.

Come aprire una vineria

vineriaOggi vi parleremo di come aprire una vineria.
Le vinerie, o enoteche, sono il boom del momento. Questo genere di attività infatti sta prendendo piede sempre di più. Alcuni oltre a vendere il vino, per aumentare l’interesse e la vendita, propongono anche assaggi di alcuni salumi e formaggi. Tutto questo anche per farvi sentire il giusto abbinamento tra cibo e vino.

Ecco delle regole principali per aprire una vineria

-Avere una buona conoscenza nel settore è la prima regola.

-Avere buoni prodotti è importante, ma anche i prezzi devono appartenere a varie fasce. Questo per avere un giro più ampio di clientela.

-Molti clienti vorranno capirci un po’ di più di vino e dovrete essere preparati a togliere loro i dubbi.

-Essere a completa disposizione del cliente vi permetterà di fidelizzarlo, non basta solo avere dei buoni prodotti ci vuole anche presenza e maniera di sapersi rapportare con il pubblico.

-Avere un ottimo rapporto qualità prezzo.

Cosa comporta avere una buona conoscenza di vini?

Se avete una buona conoscenza di vini non solo potrete rispondere ai quesiti dei vostri clienti ma potrete ampliare il giro di lavoro con il passa parola. Le persone che hanno già provato i vostri  prodotti parleranno bene della vostra attività. Ovviamente se avete poca esperienza nei vini rischierete di consigliare male al clienti e quindi farvi cattiva propaganda.

Partite con un investimento

Dovete avere una somma da investire. Le cifre variano in base ai mq della attività, comunque si sfiora i 100 mila euro per un fondo piccolo, di circa 40- 45 mq, la cifra è comprensiva di attrezzatura e ristrutturazione.
In più se avete una cantina da usare come deposito è molto redditizio, perché riduce i tempi che ci vorrebbero per farvi rifornire di nuovo dai fornitori. Potete così acquistare più vino in modo tale da abbassare i prezzi della merce (più acquisti, meno spendi).

Ecco la parte burocratica

– Occorre la licenza di vendere alcolici. (Agenzia delle dogane)
– Permessi e qualifiche se si vuole aprire l’ attività.
– Autorizzazione comunale se è un attività già avviata. (cambio gestione)
– Permessi dell’ Asl per rientrare nei requisiti igenici.
– La Partita Iva recandosi a l’ agenzia delle entrate.
– Avere frequentato un corso di bevande o un diploma di scuola Alberghiera.
– Essere in possesso del’ Hccp.

Come risparmiare sulla benzina

Risparmiare benzinaOggi parleremo di come si può risparmiare sulla benzina grazie a consigli utili e piccoli accorgimenti che si possono adottare.

Prima cosa usare meno possibile il proprio mezzo, macchina o motorino che sia, per il semplice fatto che spesso tendiamo a prendere il  veicolo anche quando non ce ne sarebbe bisogno, come ad esempio andare dal tabaccaio dietro casa prendendo la macchina. Inoltre camminare fa bene alla salute ;-).

Un’ altra cosa che incide molto sul consumo della benzina è lo stile di guida. Una persona che guida tranquillamente e mette le marce normalmente consuma meno rispetto a una persona che guida in maniera esagerata, “sgassando” più del dovuto e sbagliando i rapporti di cambio mentre guida. In questo caso ci sarà maggior consumo.

Lasciare il proprio mezzo acceso mentre si è fermi è un altro modo per consumare carburante, ad esempio aspettare al passaggio a livello con la macchina accesa, quando magari il treno passa dopo 10 minuti. Questo è un altro modo per consumare inutilmente.

Ricordarsi che i pneumatici vanno controllati periodicamente, perché se la macchina ha le ruote sgonfie farà più attrito con l’asfalto e quindi ci sarà un maggior consumo di carburante per farla andare come dovrebbe.
Un altro modo per risparmiare è imparare a mettere le marce, ovvero non tirarle al massimo evitando così di far andare il motore su di giri.
Se volete risparmiare sul consumo sicuramente la città è sconsigliata, per via del continuo cambio di marce, ma sempre rimanendo tra le prime due a causa del traffico costante.
E in fine non utilizzare la vostra macchina come magazzino le cose che non servano toglietele perché una macchina appesantita consuma molto di più rispetto ad una macchina lasciata libera dalle cose ingombranti.

L’ultimo consiglio è quello di fare un “piccolo” investimento e di far montare l’impianto GPS. Le spese sono nettamente inferiori e nel giro di pochi anni l’investimento sarà rientrato del tutto nelle finanze domestiche. Non è consigliabile farlo in una macchina che ha raggiunto quasi la fine dei propri giorni.