Avviare un’attività di autoriparazione

Se desiderate avviare un’attività di autoriparazioni, il seguente video, trovato su YouTube e creato dalla Camera di Commercio di Milano, vi spiegherà come fare. In questo post vi forniamo le informazioni più importanti, ma vi consigliamo di guardare il video per avere maggiori dettagli.

L’attività di autoriparazione comprende gli autoveicoli, veicoli, autotreni, autoarticolati, ciclomotori,macchine agricole, rimorchi e carrelli adibiti al trasporto su strada di cose e persone.

L’ attività di autoriparazione è suddivisa in quattro categorie:

– Attività di meccanica e motoristica, cioè un’attività che prevede la riparazione di automobili e che può, anche, essere affiancata dalla rivendita di carburante e gonfiatura delle gomme.

– Attività di carrozzeria o meglio definita come un’officina all’interno della quale si riparano o si costruiscono carrozzerie di automobili o di altri veicoli.

– Attività di elettrauto, un’attività che prevede l’installazione, la messa a punto e la riparazione di apparecchi elettrici ed elettronici di auto, moto, camion e autobus.

– Attività di gommista, cioè un’attività che prevede la manutenzione, la riparazione e la sostituzione degli pneumatici.

L’autolavaggio, il distributore di carburante, la sostituzione del filtro aria, dell’olio e del liquido di raffreddamento e i veicoli che non sono targati sono esclusi dall’attività di manutenzione e riparazione dei veicoli a motore.

Le imprese devono segnalare l’inizio attività all’ufficio del Registro delle imprese o all’Albo artigiani di competenza attraverso la Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). Per ogni impresa sarà necessario nominare un responsabile tecnico che deve avere dei determinati requisiti. Per quanto riguarda i requisiti personali, deve essere cittadino italiano o della comunità europea, altrimenti deve avere un permesso di soggiorno per lavoro autonomo, non deve avere condanne definitive per reati relativi agli interventi di sostituzione, modificazione e ripristino di veicolo a motore. Per quanto riguarda i requisiti professionali, il responsabile dovrà avere una laurea o un diploma tecnico di istruzione rilasciato dalla scuola secondaria attinente all’attività, oppure deve avere un titolo di studio a carattere tecnico professionale e un anno di lavoro, degli ultimi cinque, svolto nel settore, oppure aver superato un corso teorico-pratico e aver lavorato almeno un anno, negli ultimi cinque, nel settore, oppure aver svolto tre anni di attività negli ultimi cinque, sempre nel settore.

Il responsabile tecnico non può essere il responsabile tecnico per più officine, non può essere un collaboratore esterno , né un libero professionista. Per le imprese artigiane sarà necessario o abilitare il titola dell’impresa artigianale, o un socio lavorante di una s.n.c. o di una s.r.l, o un socio lavorante accomandatario di una s.a.s.

Il responsabile tecnico deve avere un rapporto di immedesimazione con l’impresa e perciò deve essere titolare, amministratore, socio, institore, dipendente, collaboratore famigliare, associato in partecipazione, procuratore e prestatore di lavoro somministrato o ripartito.

Non è consentita la nomina di un consulente o di un professionista esterno.

Nel caso di ditta individuale il responsabile tecnico deve essere il titolare dell’impresa.

In questo video vi abbiamo mostrato come avviare un’attività di autoriparazioni…

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