Come aprire un sito di e-commerce

ecommerceIl sogno nel cassetto di molte persone è quello di aprire un negozio tutto per se. Lavorare senza capi, senza orari imposti e senza uno stipendio spesso insufficiente alle proprie esigenze. Certo, aprire un negozio richiede anche soldi da investire, tanto coraggio per buttarsi in un’avventura dal futuro per niente chiaro e la voglia di passare il proprio tempo a contatto con le persone.

Esiste però un modo per ridurre i rischi e per spendere meno, facendo però riemergere quel sogno da quel cassetto. Aprire un e-commerce. Le spese ci sono, e anche i rischi. Solo che sono minori. Vediamo, quindi, come aprire un e-commerce.

La scelta del prodotto
Prima di tutto, bisogna pensare a qual’è il prodotto che vogliamo vendere, ma probabilmente quando si decide di aprire un e-shop abbiamo già un idea del settore del quale vorremo far parte.
Se l’idea c’è, bisogna capire se può essere messa in atto facendo una ricerca. Quanta competizione c’è nel mercato? Posso emergere? Bisogna anche capire quanto il prodotto funzioni e se lanciarsi in questa avventura non sia solo una rimessa. C’è richiesta da parte delle persone? Se la risposta è no, cerchiamo un’altra nicchia per debuttare nel mondo degli e-commerce.

Creare il sito di e-commerce
La seconda cosa è valutare le spese di apertura. Non bisogna essere geni del computer o mettersi a studiare tutti vari linguaggi del web. Basta pagare qualcuno che svolga il lato tecnico al posto nostro. Dovremo quindi contattare web master, esperti di marketing, web designer e copywriter. Una volta calcolate le spese e abbiamo valutato che i soldi per partire ci sono (o riusciamo a trovarli magari grazie a un piccolo prestito), proseguiamo.

Burocrazia
L’attività deve essere registrata presso la Camera di Commercio sfruttando le competenze del commercialista. Dovremo poi versare le tasse e aprire il conto corrente per l’attività. Informarsi bene perché ci sono alcune agevolazioni sotto i 35 anni.
Pagamento INPS, pagamento INAIL, iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio. Conto fiscale. Tasse sui rifiuti. Valutazione del rischio. E’ necessaria l’assistenza del commercialista per sapere cosa e quando pagare.

Magazzino
La merce deve essere tenuta nel magazzino e da li far partire tutte le spedizioni. Ovviamente tutto questo ha un costo, e nemmeno tanto basso. Esiste la soluzione per chi vuole risparmiare. Ci possiamo affidare alle società di dropshipper. Penseranno loro all’approvvigionamento, la consegna delle merci e lo stoccaggio. Non c’è bisogno di pagare il servizio, perché avranno la percentuale sulle merci vendute, che ovviamente noi, metteremo a carico dell’acquirente maggiorando il prezzo finale.

Pagamenti, banche ecc.
Passiamo al discorso pagamenti e banche. Il negozio è pronto, l’apertura dell’azienda e della partita IVA è stata fatta. Dobbiamo solo rivolgersi a una struttura come potrebbe essere Servizi Interbancari. Si apre un conto da loro così da avere tutti i diritti per effettuare transazioni con le carte di credito. In questo modo, ricevendo l’autorizzazione, potremo rivolgerci a Paypal per permettere ai nostri futuri clienti di utilizzare questo metodo di pagamento.

Pubblicità
Come ogni azienda che si rispetti, anche il nostro e-commerce ha bisogno di essere pubblicizzato. Visto che lavoriamo sul campo online dovremo prima di tutto sfruttare il web per farci conoscere. Uno dei metodi migliori è quello di investire su AdWords, proprietà di Google. Molte persone comunque hanno iniziato un business online anche senza la pubblicità, questo tuttavia è fattibile soprattutto quando non c’è molta concorrenza nel settore di nostro interesse.

Oltre alle campagne pubblicitarie di AdWords, in quanto e-commerce, dobbiamo puntare anche sui comparatori di prezzi. Importantissimi per ricevere traffico e clienti.

 

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