Come scrivere un curriculum che funzioni

curriculum vitae

Prima ancora che un datore legga il tuo Curriculum, ha già un’idea di te!

Su internet puoi trovare una serie di formati standard pubblicizzati come i migliori. Ammesso che ci sia un formato migliore (non esistono studi che lo dimostrino), tutti questi formati hanno un grave difetto: sono già stati usati milioni di volte.
Se mandi un CV a un datore che cerca personale di continuo, dai per scontato che ha già letto centinaia di curricula tutti uguali. Sa riconoscere in un secondo i formati standard più utilizzati e boccia il candidato.
Anche io in passato ho usato questi formati, credendo che un layout standard fosse la soluzione adatta. Se lo pensi anche tu, non te ne faccio una colpa: hai paura di sbagliare, non hai nemmeno una base dalla quale partire, quindi ti affidi ai modelli che dovrebbero essere stati scritti da gente che ne capisce più di te.
Dopo aver intervistato diversi datori che hanno a che fare ogni giorno con CV di tutti i generi, mi sono accorto di un trend: il formato standard viene cestinato ancora prima di essere letto.
Il più famoso è il modello europeo, che mi lascia a bocca aperta tanto è fatto male. Quello non è un CV, è un ammasso di informazioni senza un nesso logico. Se usi quel formato, non aspettarti di essere richiamato per un colloquio. Se l’hai usato in passato, sai che è vero.
Nel corso di questo report farò degli esempi di curriculum diversi, ti mostrerò che esistono diversi formati che portano al successo. La formattazione deve integrarsi con il tipo di lavoro che vuoi fare e con le tue esperienze, non esiste un modello che funziona in tutti i casi. Ti faccio alcuni esempi:
• Se il datore richiede un titolo di studi, dedicherai più spazio alla tua carriera scolastica.
• Se il datore richiede esperienza professionale, darai più spazio ai lavori che hai svolto in passato.
• Se il datore richiede flessibilità, autonomia e creatività, dovrai studiare un formato innovativo mai visto prima.
• Se il tuo punto di forza è un’esperienza specifica, taglierai tutto il resto e darai più spazio a quell’aspetto.
• Se ti candidi per un lavoro in uno studio legale userai un certo tipo di carattere, dimensione e interlinea.

Come vedi, devi adattare la struttura e il formato a quello che vuoi comunicare di te e al tuo datore.
Secondo uno studio di Jackob Nielsen del 2006 e confermato da diverse pubblicazioni di psicologia successive, il cervello umano ci mette meno di un secondo per valutare la pagina che sta leggendo. Questo non è un tempo sufficiente per leggere effettivamente qualcosa, quindi il giudizio è basato unicamente sul design.
Prima ancora che un datore legga il tuo CV, si è già fatto un’idea della persona che sei.
Se usi un formato standard come quello europeo, darai l’impressione di una persona pigra, svogliata, che non vuole impegnarsi in niente, che non ha cura dei dettagli.
Se non vuoi dare questa impressione, il primo passo è staccarsi dai formati standard e creare qualcosa di unico. Non ti preoccupare: è più facile di quello che pensi. Il tuo stile verrà fuori in maniera naturale.

tratto da: Curriculum Ipnotico

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