Il bello della cassa integrazione

beautifulChe sia un dramma non si discute, ma piangerti addosso è inutile. Meglio viverla come un’opportunità! Parola di chi ce l’ha fatta.

HO INVESTITO NELL’AMORE E ORA HO UN TRAVELBLOG
Una 39enne… “Tutti c’eravamo accorti che l’azienda andava male. Io, poi, ero l’assistente personale del presidente; una posizione privilegiata per rendermi conto della situazione. Quindi ho iniziato a mettermi ai ripari almeno un anno prima. Sapendo che probabilmente presto le mie entrate si sarebbero ridotte, ho affittato casa mia e sono andata a convivere con il mio ragazzo. Nello stesso periodo, abbiamo lanciato insieme una piccola agenzia di comunicazione. Al di là dei nostri impieghi, infatti, è sempre stato questo il nostro campo d’interesse e abbiamo deciso di fare il gran passo. Intanto, in azienda la situazione è diventata tragica: io stessa ho dovuto trovare un consulente per gestire il fallimenti. Ma non mi sarei mai aspettata che smettessero di pagarci! A questo punto, ho chiesto di essere tolta dall’organico attivo: meglio uno stipendio da cassaintegrata ma sicuro, piuttosto che uno pieno ma virtuale. Oggi col mio compagno stiamo lanciando un travel blog. Io mi occupo di contenuti, storytelling e social media management, lui della parte grafica. Stiamo facndo anche un’analisi di mercato per far crescere l’attività. Finalmente faccio ciò che mi piace e che fino al mese scorso avevo relegato al di fuori delle 40 ore settimanali che dedicavo a un’azienda in fallimento. La qualità della vita ora per me esiste davvero, anche se significa fare sacrifici economici, ridimensionare il tenore di vita e scardinare molte convinzioni.

HO SCOPERTO IL PIACERE DEL LAVORO SOLIDALE
Una 33enne… “Grazie ad Alessi, l’azienda per cui sono curatrice junior del suo museo privato ho sì interrotto per un periodo il mio lavoro, ma invece di andare in Cig ho partecipato con altri 26 colleghi a un progetto solidale. Si chiama Buon Lavoro – La fabbrica per la città, ed è un’iniziativa davvero speciale, tanto che è stata la prima in Italia. In pratica, lavoriamo in “prestito” per il Comune di Omegna (vicino Verbania ove ha sede il marchio per circa 8 giorni, in varie attività. C’è chi si è occupato della manutenzione dei giardini e dei parchi del lungolago, chi ha affiancato gli operatori sociali del cento estivo. Un’occasione anche per conoscersi meglio tra colleghi condividendo qualcosa di utile e importante oltre il lavoro. E oggi ho ancora più fiducia nella mia azienda”.

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