Storia del Forex

Un salto nel passato: quando nasce il Forex

Prima di addentrarci nel vivo di questo mercato, può essere utile dare qualche informazione circa la storia del Forex, cercando di dare una spiegazione circa la sua nascita e la sua evoluzione nel tempo.

Anche se il suo utilizzo – specialmente nel nostro Paese – è abbastanza recente, in realtà questo mercato monetario interbancario o tra altre controparti è stato creato nel 1971, quando per la prima volta iniziarono ad apparire tassi di cambio fluttuanti.

Tuttavia, nonostante il 1971 rappresenti l’anno di “lancio” del Forex, il mercato della compravendita di valute da cui nasce il Forex ha origini molto più antiche di quanto non si possa immaginare: già nel diciannovesimo secolo, in particolare nel 1875, si possono infatti avere delle testimonianze di questo mercato, il cui modello monetario era ai tempi basato sull’oro.

Il Gold Exchange

Questo tipo di mercato di cui abbiamo testimonianze precise sin dal 1875, e che prendeva il nome di “gold exchange”, considerava la valuta in termini di oro, ed essa veniva misurata in once, per cui la differenza di prezzo di un’oncia d’oro tra due valute diverse era il tasso di cambio per queste due valute.

Durante la Prima Guerra Mondiale, il Gold Exchange si ritrovò poi ad attraversare una fase buia, che potremmo definire come il periodo di massima crisi: in questo periodo, con l’interruzione dei liberi scambi tra i Paesi, il Gold Exchange venne di molto ridimensionato, fino al 1944, anno in cui avvenne la cosiddetta “svolta” del Gold Exchange.

La svolta

Poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, i paesi tra di loro alleati decisero di riunirsi a Bretton Woods per decidere del futuro economico e finanziario del mondo alla fine della guerra: l’accordo internazionale, che prese il nome di Bretton Woods Agreement, inibiva la speculazione sui mercati valutari.

Gli accordi del 1944 erano nati con l’intento di stabilizzare le valute internazionali e prevenire la fuga dei capitali tra le nazioni, forse anche per non ripetere gli errori commessi durante la Prima Guerra Mondiale, che aveva rappresentato, come abbiamo accennato, un periodo di grossa crisi per il Gold Exchange.

In quel lasso di tempo, la valuta di riferimento per gli scambi finanziari a livello mondiale fu il dollaro americano, del quale venne fissato anche il valore (Gold Exchange Standard, una modalità già nota per evitare fenomeni inflazionistici) rispetto all’oro (35$ per un’oncia d’oro).

Per quanto riguarda i tassi di cambio, essi erano sostanzialmente tassi fissi di conversione tra il dollaro e le altre valute all’interno di un’oscillazione dell’1%.

Questo accordo era molto utile in quanto sarebbe dovuto servire per creare una stabilità monetaria internazionale: le nazioni che parteciparono a questi accordi, lo fecero principalmente per cercare di mantenere il valore delle proprie valute in un margine ristretto rispetto al dollaro, che aveva un tasso fisso rispetto all’oro.

Il dollaro pertanto guadagnò una posizione di prim’ordine come valuta di riferimento riflettendo lo spostamento del dominio dell’economia globale dall’Europa agli Stati Uniti.

Questo nuovo metodo monetario, tuttavia, ebbe una durata abbastanza breve: esso durò solamente per 25 anni e fallì a causa di diversi problemi.

Prima di tutto, esso fallì principalmente a causa del fatto che aveva riconosciuto esclusivamente il dollaro come valuta sostenuta dall’oro; in secondo luogo, il fallimento del Gold Exchange fu da imputare alla restrizione dell’offerta di moneta nel paese che causava un innalzamento dei tassi di interesse. Questo innalzamento avrebbe velocemente comportato un rallentamento dell’attività economica che avrebbe potuto portare anche alla recessione.

Il 15 Agosto 1971 gli Stati Uniti annunciarono che le banche straniere non avrebbero più potuto cambiare oro per dollari statunitensi: ciò diete vita ad una nuova fase per il Forex.

La nuova fase del Forex

Dopo i 25 anni costituiti dagli accordi del Bretton Woods Agreement, a partire dall’anno 1973, vennero alla luce nuovi strumenti finanziari, il libero scambio e la deregolamentazione del mercato, comportando anche un discreto aumento della speculazione.

Ciò avvenne perché le valute delle nazioni più industrializzate divennero più liberamente fluttuanti, essendo spinte principalmente dalle forze dell’offerta e della domanda.

Inoltre, dagli anni Ottanta in poi, l’avvento dei computer e della tecnologia in generale finirono con il rendere i movimenti internazionali di capitali molto più fluidi e veloci, e con il rendere il mercato più continuo ed ampio: iniziarono gli scambi monetari e di volumi tra il continente asiatico, europeo ed americano, e nel breve giro di pochi minuti, iniziarono ad avvenire singoli scambi per decine di milioni di dollari: in questo senso, non si può dire che la speculazione non sia stata, in quel momento di “lancio”, una sorta di pericolo incombente.

Il Forex oggi

Da allora le cose sono relativamente cambiate: in realtà il Forex rappresenta ancora oggi il più importante mercato mondiale, dove avvengono quotidianamente ed in poco tempo scambi tra yen, dollari, euro, sterline, ed altre valute monetarie.

Sostanzialmente, anche oggi come allora una figura importante all’interno di questo mercato è data dai cosiddetti “brokers”, ovvero operatori finanziari che si occupano di gestire al meglio queste transazioni operando quotidianamente nel forex ed utilizzando strumenti elettronici più o meno avanzati.

Ciò che in realtà rispetto ad un tempo è cambiato, è il mercato, anche se, in questa affermazione, un importante appunto, comunque, va fatto.

E’ sbagliato infatti sostenere che il mercato sia cambiato: il mercato, in realtà, cambia continuamente e le sue flessioni sono spesso sintomo di cambiamenti anche più esterni e più importanti, come le situazioni politiche ed economiche di quel dato paese.

Ciò che cambia, all’interno del forex, è rappresentato dalle transazioni finanziarie le quali sono finalizzate non all’acquisto o alla vendita di beni ma al fine di speculare sul mercato essendo l’intento della gran parte degli operatori di fare soldi per mezzo dei soldi: non è un caso, ad esempio, che molti esperti brokers sono molto ricchi, ed anche che molti di loro perdono tutti i loro soldi in un istante.

È proprio questo ciò che intendevamo dire quando abbiamo parlato di “rischi”: nonostante si possano avere certezze più o meno importanti, ed anche di fronte alla presenza di strumenti sicuri, di esperienza, di furbizia e scaltrezza, il rischio di sbagliare, il rischio di fare un investimento sbagliato, è sempre dietro l’angolo.

Pertanto, guadagnare attraverso il forex non è uno scherzo, e questa è una regola che va sempre tenuta ben presente: esistono centinaia di brokers affermati che nel giro di pochi secondi, per una previsione sbagliata, hanno perso tutto ciò che avevano investito ed anche di più.

Se volessimo azzardare un paragone, potremmo paragonare il forex ad una scommessa: possiamo prevedere che quel dato cavallo sia in quel momento il più forte di tutti, che abbia gli strumenti adatti a vincere, che sia il più forte ed il più in gamba, ma esistono migliaia di fattori che non potremmo mai prevedere, e che ci porterebbero a rischiare di perdere la nostra scommessa.

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