Come diventare insegnanti

insegnanteDiventare insegnante è il sogno di molti studenti. Questo settore non è certamente fra quelli che offrono maggiori possibilità di trovare impiego; per rendersi conto della disparità esistente fra il numero di aspiranti insegnanti e i posti disponibili, è sufficiente osservare i dati che sono stati diffusi in seguito all’ultimo concorso.

Le regole per ottenere l’abilitazione all’insegnamento sia nella scuola primaria che in quella dell’infanzia e in quella secondaria di primo e secondo grado fanno riferimento a quanto disposto dal Decreto ministeriale del Settembre 2010, numero 249. Per diventare insegnanti, se si è già in possesso di un diploma di laurea è necessario frequentare il TFA, ossia il tirocinio formativo attivo; si tratta di un corso della durata di un anno da seguire presso l’Università. in questo modo si riceve l’abilitazione che è relativa alla classe di concorso corrispondente alla laurea di cui si è in possesso.

Per poter accedere ai corsi TFA, bisogna superare un test d’ammissione, in quanto si tratta di corsi a numero chiuso; il test è suddiviso in tre differenti prove. Infatti, i candidati devono prima superare un test preliminare e, in seguito, superare la prova scritta e quella orale. Ogni classe di abilitazione ha un numero differenti di posti.

Per chi desidera diventare insegnante e non ha ancora intrapreso gli studi universitari, è necessario frequentare e conseguire una laurea magistrale di tipo abilitante.

Per diventare professore bisogna essere in possesso di un diploma di laurea magistrale, cioè conseguito col vecchio ordinamento oppure di una laurea specialistica.

Per poter far parte delle graduatorie d’istituto, non è necessario essere in possesso dell’abilitazione ma è sufficiente aver conseguito la laurea. Le graduatorie vengono aggiornate periodicamente e sono impiegate per la convocazione di supplenti a tempo determinato. Invece, per poter essere chiamati ad insegnare a tempo indeterminato è necessario far parte delle graduatorie ad esaurimento, per le quali è richiesta l’abilitazione.

Le stesse regole valgono per gli insegnanti di sostegno.

I requisiti dell’ultimo concorso, col quale si assumeranno ben 11 542 insegnanti, sono relativi anche per coloro che non sono in possesso dell’abilitazione; questi potranno accedere alle prove soltanto se sono in possesso di un diploma o di una laurea conseguita prima dell’anno 2003/2004. Il concorso non è aperto per coloro i quali lavorano per cattedre con contratto individuale.

Per diventare docenti, e quindi superare il concorso è necessario essere in possesso del titolo di abilitazione per l’insegnamento nella scuola primaria, dell’infanzia oppure secondaria di primo e secondo grado entro la data di scadenza per la presentazione delle domande.

Il concorso prevede anche una preselezione, composta da cinquanta domande su vari argomenti; i quesiti sono relativi a competenze di informatica, di lingua straniera, di logica e di comprensione del testo.

Per poter accedere alle successive prove, è necessario conseguire un punteggio minimo che non deve essere più basso di 35/50.

Dopo l’aver superato positivamente la prova di preselezione, si accede a quella scritta; in questa vengono affrontate le materie per le quali si richiede l’abilitazione. Per diventare insegnanti nella scuola primaria, la prova scritta comprende anche dei test di lingua inglese.

Coloro i quali superano la prova scritta, vengono ammessi a quella orale, durante la quale i candidati devono dimostrare le proprie competenze relative alle scelte didattiche e alle materie di propria competenza.

Un’altra via per diventare insegnanti è quella di essere assunti presso le scuole provate; per accedere a questo tipo di professione non è previsto il superamento di un concorso pubblico. I requisiti richiesti sono l’essere in possesso di un diploma di laurea e, in alcuni casi, di esperienza pregressa nel medesimo campo. Le scuola private sono presenti in tutte le città e riguardano tutti gli indirizzi; esistono anche istituti provati che si occupano della formazione universitaria oppure di studenti lavoratori. In questi casi, in genere, al docente è richiesta la disponibilità a lavorare anche in orari serali.

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