Lavoro in Irlanda

Lavorare in Irlanda: tasse e residenza

La ricerca del lavoro all’estero prevede senza dubbio un aspetto normativo ed uno pratico: da un lato, infatti, per poter lavorare all’estero bisogna rispondere a determinati requisiti normativi, mentre dall’altro non si può ottenere un lavoro all’estero senza le dovute precauzioni ed informazioni.

Dedicandoci in particolare al lavoro in Irlanda, vogliamo oggi parlare in particolare dell’aspetto normativo e legislativo, sia dal punto di vista della documentazione per ottenere la residenza o la carta di soggiorno, sia dal punto di vista delle tasse e dell’aspetto pensionistico.

La residenza in Irlanda

Secondo regole ben specifiche e stabilite, chi intende rimanere per un periodo superiore ai dodici mesi al di fuori del territorio italiano, deve necessariamente richiedere al proprio Comune la cancellazione dall’Anagrafe della popolazione residente e successivamente il trasferimento nell’Anagrafe dei residenti all’estero (A.I.R.E.) del Comune italiano di origine o di ultima residenza prima dell’espatrio, entro tre mesi dall’arrivo nel paese estero.

Diventare un cittadino irlandese è possibile avviando la procedura per il cambio di residenza che si può mettere a punto dopo dodici mesi dal proprio arrivo nella nazione irlandese: chi sta pensando di andare a vivere e lavorare in Irlanda deve quindi presentarsi, entro 90 giorni dal suo arrivo nel paese, al Consolato Italiano all’Estero, per firmare una dichiarazione di trasferimento, o in alternativa 20 giorni prima della partenza ci si può recare al proprio Comune di residenza ed avviare tutte le pratiche necessarie al trasferimento di residenza.

La carta di soggiorno

Se invece si vuole semplicemente rimanere e lavorare in Irlanda per un periodo non superiore ai tre mesi – svolgendo un lavoro temporaneo e/o stagionale – non è necessario iniziare le pratiche per il trasferimento e per la residenza ma è comunque necessario chiedere la carta di soggiorno presso la locale stazione di polizia o, a Dublino, presso il Department of Justice.

Quali sono i documenti da presentare per ottenere la carta di soggiorno?

I documenti utili sono i seguenti:

–          Carta d’identità (in alternativa o in aggiunta è valido anche il passaporto);

–          Modulo per la richiesta del permesso di soggiorno, che va ritirato e compilato presso la sede della stazione di polizia locale;

–          Quattro foto formato tessera.

Se il lavoro che si intende svolgere in Irlanda è di tipo stagionale, è necessario che le condizioni specifiche vengano inserite nel contratto di lavoro, ove, tra l’altro, vanno anche specificate le ore di prestazione lavorativa, la scadenza del contratto, le condizioni di retribuzione e le coperture assicurative e sanitarie.

Le tasse in Irlanda

Dal punto di vista delle tasse, è bene sapere che in questo paese le tasse vengono pagate secondo diversi sistemi in base alla situazione del lavoratore, che può distinguersi tra imprenditore, dipendente di un’azienda o ancora libero professionista.

Dal punto di vista della prima situazione, ovvero quella di chi ha costituito una società, è bene sapere che tra le società create con residenza in Irlanda e quelle che non sono ivi domiciliate ma vi hanno una filiale o sede vi è una sottile differenza: nel primo caso esse sono soggette a tassazione per quanto riguarda la totalità dei proventi ottenuti, mentre nel secondo caso i pagamenti riguardano solamente la parte di utili generate da filiali ed aziende che hanno sede in Irlanda.

Dal punto di vista del dipendente di un’azienda, il sistema con cui viene stabilito il pagamento delle tasse è definito come PAYE, che è l’acronimo per “pay ad you earn” ovvero “paghi in base a ciò che guadagni”, il che significa che l’importo che si deve versare all’erario irlandese viene calcolato dal datore di lavoro e detratto dallo stipendio con frequenza settimanale o mensile.

Diverso è il caso del lavoratore autonomo o libero professionista, in quanto il sistema di contabilità delle tasse a cui sono soggetti i lavoratori autonomi è detto di autoaccertamento: ciò significa che essi devono obbligatoriamente tenere la contabilità e i documenti richiesti in base alla natura e alle dimensioni dell’impresa.

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