Il lavoro all’estero ed il fenomeno dell’emigrazione dall’Italia: ieri e oggi a confronto

Vivere e lavorare all’estero rappresenta per molti italiani un sogno “vecchio stampo”: se è vero, infatti, che sempre più giovani e meno giovani scelgono negli ultimi anni di attraversare e valicare il confine italiano per trovare altrove la loro fortuna, è anche vero che questo atteggiamento non è figlio di un’Italia moderna ma ha le sue radici già nei primi anni del Novecento, quando il fenomeno dell’emigrazione dall’Italia alla ricerca del lavoro ha raggiunto il suo culmine massimo in particolare con il cosiddetto “mito americano”, che nasceva e prendeva vita negli ambienti contadini e che si allargava sempre di più a macchia d’olio.

In passato come accade oggi, in particolare tra gli ultimi anni dell’Ottocento e i primi del Novecento il flusso migratorio era composto soprattutto di giovani individui singoli provenienti dall’Europa mediterranea e orientale, che si dirigevano, alla ricerca della loro fortuna, particolarmente nelle regioni dell’America, che da sempre rappresentano baluardo dell’occupazione sotto diverse forme. Queste persone, spesso poco abbienti ed appunto provenienti dal mondo contadino, attraverso le lettere che inviavano ai propri connazionali e concittadini, ispiravano i loro conterranei parlando di maggiori disponibilità non solo di lavoro ma chiaramente anche di salario. E ne erano prova le cosiddette “rimesse”, ovvero i soldi inviati a casa dagli emigrati, che rappresentavano una tangibile prova non solo delle reali possibilità di lavoro e di sopravvivenza in America, ma anche di guadagno.

Tuttavia, le differenze rispetto ad oggi sono molteplici e vale la pena di tenerne conto se il nostro interesse è appunto quello di trovare lavoro ed occupazione all’estero: prima di tutto, oggi le possibilità di trovare un impiego all’estero coinvolgono diversi settori economici e lavorativi, e sono sicuramente molto più variegate rispetto a quelle dei primi anni del Novecento.

Se in quel periodo la maggior parte dei giovani volgeva la propria attenzione verso il lavoro nelle industrie e nelle fabbriche, oggi le possibilità lavorative sono decisamente aumentate e migliorate, oltre al fatto che la previdenza sanitaria e sociale è molto più effettiva rispetto ai primi anni del Novecento in cui oltretutto in alcuni casi vigeva anche una sorta di tradizionalismo molto più accentuato rispetto ad oggi, in cui invece l’America in particolare rappresenta la nazione multiculturale e multilinguista per eccellenza.

C’è sicuramente maggiore formazione scolastica e l’analfabetismo, che in molti casi riguardava gli emigranti di quel periodo, è oggi del tutto scomparso: chi sceglie di andare a vivere e lavorare all’estero oggi, sa in fondo di poter contare su opportunità di crescita e di soddisfazione economica e personale decisamente differenti da quelle di moltissimi decenni fa, dove l’unica possibilità di lavoro (e di sfruttamento, se vogliamo dirla tutta) era rappresentata dall’occupazione nelle fabbriche e nelle industrie, con orari di lavoro ai limiti dello sfruttamento e spesso senza alcuna copertura dal punto di vista assicurativo.

Oggi la situazione è nettamente diversa, non solo grazie ad una sempre più elevata scolarizzazione ma anche grazie all’effettiva crescita dei paesi maggiormente industrializzati: lavorare in America, quindi, non significa più lavorare all’interno di una fabbrica con orari decisamente difficili, ma significa fare un’esperienza gratificante e soddisfacente anche sotto il profilo personale e delle relazioni umane. Una sorta di arricchimento del proprio bagaglio linguistico e culturale, oltre che una vera e propria opportunità di lavoro.

Abbiamo detto che oggi il lavoro all’estero è quindi decisamente più variegato ed offre diverse possibilità di crescita professionale: ma che tipo di lavoro possiamo trovare fuori dall’Italia? In quale tipo di formazione professionale possiamo sperare?

La risposta non può essere che generica, in quanto ogni nazione è dotata di un proprio bagaglio lavorativo e di una propria specializzazione in uno o più settori: volendoci soffermare sul caso americano, un’esperienza di lavoro interessante presso gli Stati Uniti d’America può essere quella di ricercatore universitario, per esempio, per tutti coloro che intendono proseguire i propri studi a carattere accademico e della ricerca; ma non è da disdegnare la possibilità di avviare un’attività di ristorazione, visto che il cibo italiano è tra i più apprezzati al mondo.

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