Vivere e lavorare a Dubai

Vivere e lavorare a Dubai: quanto influisce la religione sul lavoro?

Vivere a DubaiProseguiamo il nostro approfondimento su Dubai, splendida località degli Emirati Arabi, soffermandoci sugli aspetti sui quali abbiamo sorvolato nel corso degli articoli precedenti, e volendo dare un’immagine generale di come si vive a Dubai, visto che gli italiani che vanno a lavorare all’estero devono chiaramente adeguarsi a stile di vita, lingua e cultura della nazione ed in particolare della città che li ospita.

Religione e lavoro a Dubai

Prima di tutto, ci siamo già ampiamente soffermati sul capitolo relativo a religione e lavoro: ci basterà quindi ricordare che in molte aziende a Dubai – anche se questo comportamento non è un obbligo e nel corso degli anni le cose stanno lentamente cambiando – si tende a differenziare lo staff di religione musulmana dal personale di origini occidentali e questo vale soprattutto per il periodo del Ramadan.

Come abbiamo visto, infatti, se generalmente la settimana lavorativa prevede un’occupazione di circa otto ore al giorno, le ore possono diventare sei per il personale di religione musulmana che stia seguendo le restrizioni del Ramadan.

Questo ci fa capire quanto la religione influisca anche nel settore lavorativo, ricordando inoltre che nella settimana lavorativa a Dubai i giorni di riposo sono il Venerdì ed il Sabato, a differenza di quanto avviene nelle nostre aziende che prevedono come giorni di riposo il Sabato e la Domenica.

Inoltre, vi è molto rispetto anche delle Feste Nazionali a Dubai, durante le quali generalmente le attività lavorative sono sospese: pensiamo soprattutto, tra le festività religiose, Eid Al Fitr (ovvero i giorni che segnano la fine del periodo Sacro del Ramadan); Eid Al Adha (la celebrazione che segue il pellegrinaggio canonico previsto dai 5 pilastri della religione islamica); Lailat al-Mi’raj (l’Ascensione del Profeta); il compleanno del Profeta Maometto  ed il capodanno islamico.

Ma l’influenza della religione sul lavoro non finisce qui: è solo da qualche anno, infatti, che le differenze di genere si stanno lentamente abbattendo e questo accade proprio grazie alla stragrande maggioranza di donne che si spostano dalle regioni occidentali per andare a lavorare a Dubai, influenzando così la regione araba con usi e costumi del tutto diversi dai loro. Questo perché, come sappiamo, il lavoro è considerato, nella religione musulmana, prerogativa dell’uomo e non della donna, che fino a qualche decennio fa era invece relegata in casa ad accudire alla prole ed all’ambiente domestico.

Oggi le cose stanno decisamente cambiando, anche se la religione in molti casi continua ad essere una forte influenza anche in questo settore: le donne, infatti, da un lato sono rispettate spesso molto più che in altre regioni – un dato di fatto è che ad esempio la molestia sessuale è molto meno comune che in molte altre località, questo soprattutto grazie alla “severità” con cui essa verrebbe vista e trattata; a questo proposito vogliamo ricordare l’Articolo 354 del Codice Penale Federale, che recita “Chiunque commetta violenza su una donna o sodomia con un altro uomo verrà punito con la morte.” – ma d’altro canto le aziende strettamente arabe tendono a non inserire personale femminile di spicco e di rilevanza. Per dirla in parole povere, è difficile che una donna araba sia a capo di una grande azienda, questo perché nonostante la considerazione delle donne stia cambiando, il rispetto che la donna deve portare all’uomo è una particolarità indiscussa del loro modus vivendi e del loro modo di pensare.

Religione ed alimentazione a Dubai

La religione influenza anche il settore relativo all’alimentazione ed alla ristorazione: un esempio tra tanti è l’uso dell’alcool, sul quale possiamo fare le nostre considerazioni. A Dubai è possibile consumare bevande alcooliche – seppur entro certi limiti – nei vari locali e ristoranti che ne possiedono la licenza, ma non è possibile acquistare alcool per uso personale nei supermercati o nei negozi di alcoolici a meno che non si possieda la licenza di acquisto:  questa viene conferita generalmente ai residenti non musulmani a cui è stata emessa una licenza per alcolici dal dipartimento di polizia.

Per quanto riguarda il cibo, poiché Dubai è effettivamente una delle località di mentalità più aperte rispetto a molte altre degli Emirati Arabi, nonostante viga il tabù della carne di maiale – e i suoi derivati – esso non è valido per cittadini e visitatori non musulmani. A patto, però, che essa non venga consumata in pubblico e/o in presenza di cittadini di religione musulmana.

 

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