Vivere a Dubai

Vivere e lavorare a Dubai: cosa evitare per una convivenza serena con la gente locale

Vivere e lavorare all’estero significa chiaramente accettare di venire in un certo senso influenzati dalle differenze linguistiche e culturali del paese che ci ospita, con il massimo rispetto delle regole che vigono in quel dato paese, sia dal punto di vista religioso che sotto il profilo politico.

Tuttavia, se sotto il profilo religioso molti paesi – anche i più tradizionalisti come Dubai – tendono ad accettare una distinzione tra i cittadini musulmani ed i cittadini non musulmani (pensiamo ad esempio alle differenze in fatto di alimentazione), sul profilo politico ed economico bisogna rispettare le regole ed attenersi ad esse.

Ritorniamo sull’argomento relativo al lavoro a Dubai per fare una breve distinzione tra le cose da fare e quelle che sarebbe meglio evitare, per vivere serenamente in questa località che offre moltissime possibilità di crescita lavorativa e professionale (nonché economica).

Cosa sarebbe meglio evitare per chi vive a Dubai

  1. Religione e regole:

Partiamo dalle “regole”, ovvero da ciò che sarebbe meglio evitare per condurre una vita il più possibile serena ed adeguata a Dubai: prima di tutto, su cibo ed alimentazione – che sono due elementi in cui la sfera della religione opera la sua influenza più grande – vi è da dire che le restrizioni dedicate ai cittadini (ed ai visitatori) musulmani non sono chiaramente previste per coloro che non appartengono a questa religione. Tuttavia, vige la regola del buon senso e del buon comportamento, motivo per cui è vietato in pubblico – ed in particolare in presenza di musulmani – mangiare “cibo proibito” che possa offendere la loro religione e la loro osservanza dei tabù (ci viene in mente in particolare il tabù della carne di maiale).

  1. Abbigliamento:

A Dubai è molto importante osservare le regole del buon senso anche in fatto di abbigliamento e vestiario, anche se, come più volte abbiamo ripetuto, le vedute di questa località – anche grazie alla presenza di una grande “multiculturalità”, che ha permesso una sempre maggiore larghezza di vedute – sono molto più ampie rispetto ad altre zone del Medio Oriente. Questo non vale solamente per le regole strettamente religiose di cui abbiamo accennato poco sopra, ma anche per abbigliamento e vestiario: a Dubai, infatti, è accettata la possibilità di un abbigliamento di stampo occidentale, con colori sgargianti ed abiti succinti, anche se vi sono alcune regole che sarebbe bene osservare per il buon vivere cittadino.

Un esempio? Quando si cammina per le strade, in pubblico o all’interno di esercizi commerciali, sarebbe bene che l’uomo non camminasse a torso nudo e che la donna evitasse di indossare abiti troppo succinti perché potrebbero in questo modo attirare attenzioni non richieste. Questo vale anche e soprattutto per i comportamenti nelle zone “ludiche”, come in spiaggia, ove non solo non è permesso praticare il nudismo, ma sarebbe anche meglio evitare – parliamo soprattutto delle donne – di indossare costumi da bagno troppo provocanti: non solo per non turbare eventualmente altre donne, ma anche per evitare di attirare attenzioni non volute ed assolutamente spiacevoli.

  1. Rispetto della privacy e dei costumi tradizionali:

Pensiamo ad un esempio tra tanti: utilizzare macchine fotografiche per immortalare paesaggi mozzafiato o monumenti importanti è assolutamente accettabile, ma regola del buon senso detta che è vietato puntare la macchina fotografica sui passanti e soprattutto sulle donne. Fotografare la popolazione locale a sua insaputa è un atto molto offensivo, e lo è ancora di più se ad essere fotografate sono appunto le donne arabe che indossino i loro abiti tradizionali.

Questo comportamento rispettoso da tenere nei confronti della popolazione locale si accentua soprattutto nel periodo del Ramadan, quando è severamente vietato di consumare alimenti e bevande o di bere e fumare, o suonare musica ad alto volume in presenza di musulmani che stanno osservando le regole del Ramadan.

Una regola che, senza dubbio, sarebbe bene entrasse a far parte del buon senso di ogni cittadino, e non solo in Oriente.

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