Lavorare a Dubai

Lavorare a Dubai: retribuzione, ferie e tassazione

lavorare a DubaiUna delle domande che spesso ci si pone quando si inizia a pensare ad un’esperienza di lavoro all’estero è la seguente: “Guadagnerò davvero più soldi rispetto a quanto guadagnerei in Italia?”.

La risposta, come possiamo facilmente immaginare, non è universale e valida per tutti: esistono sicuramente dei paesi in cui a parità di lavoro la retribuzione è variabile, e dei paesi in cui lo stipendio mensile può essere invece maggiore o inferiore rispetto all’Italia.

Volendo soffermarci sul caso particolare di una delle potenze economiche più importanti degli Emirati Arabi – che è quella di Dubai – dobbiamo ammettere che essa rappresenta un sogno per molti italiani in fuga all’estero, ammaliati dalle prospettive economiche e lavorative e dalla diversa situazione per quanto riguarda non solo la situazione di salari e stipendi ma anche quella delle tassazioni.

A Dubai, infatti, come immaginiamo facilmente i salari sono mediamente più elevati rispetto a quelli italiani, e poiché la regione non prevede la tassazione personale, il reddito netto in questa splendida località araba è decisamente maggiore, con conseguenze chiaramente comprensibili.

Ma vediamo insieme come si configura un rapporto di lavoro a Dubai sia dal punto di vista lavorativo che sotto il profilo economico e delle tasse:

Ore di lavoro e ferie a Dubai

Prima di tutto, dobbiamo ragionare anche in termini di religione. Come sappiamo, nella località di Dubai, essendo una zona araba, vige la religione musulmana con le sue regole spesso molto restrittive che vengono seguite da moltissime aziende. Nonostante alcune aziende si stiano “adeguando” alla stragrande maggioranza di lavoratori occidentali, a Dubai il giorno di festa è il Venerdì – e non la Domenica, secondo quanto osservato dalla religione cattolica – e di conseguenza, secondo la Convenzione di lavoro Emirati Arabi Uniti, nella settimana lavorativa ordinaria di 8 ore giornaliere per 5 giorni su 7, i due giorni di riposo sono il Venerdì ed il Sabato (e non il Sabato e la Domenica come invece osservato in Italia).

A Dubai si lavora per circa 40 o 48 ore settimanali, durata che varia a seconda delle esigenze e delle politiche seguite da ciascuna azienda. In alcuni casi – anche se non è regola seguita da tutte le aziende – durante il periodo del Ramadan l’orario lavorativo giornaliero viene ridotto a sei ore, anche se spesso questa osservanza delle regole religiose è dedicata solamente al personale musulmano.

Per quel che concerne invece il sistema di gestione delle ferie, esso è decisamente molto simile a quello utilizzato nelle nazioni europee: nel caso in cui il dipendente sia stato assunto da tre mesi ad un anno, egli ha diritto a due giorni al mese di ferie, mentre dopo il primo anno di servizio si passa ad un mese di ferie per anno in aggiunta ai dieci ordinari giorni di festività.

Stipendi e tasse a Dubai

Veniamo alla nota relativa ai contributi ed alla retribuzione: in passato le aziende offrivano, oltre ad uno stipendio di base, anche una serie di indennità e coperture, ovvero l’indennità per la casa e per l’automobile, la copertura dell’assicurazione medica ed anche in molti casi quella dell’educazione scolastica dei figli. Queste indennità venivano calcolate “a parte” e quindi lo stipendio di base era tendenzialmente più basso rispetto a quello di oggi. Attualmente, invece, le aziende hanno raggruppato tutti questi elementi (indennità, coperture assicurative, eccetera), semplicemente elevando lo stipendio finale in maniera tale che esso, da solo, sia in grado di coprire tutte queste spese. Inoltre, allo stipendio finale vengono spesso aggiunti dei bonus aggiuntivi che tuttavia variano a seconda delle politiche aziendali di ogni singola azienda.

Inoltre, al lavoratore che presti il suo servizio sotto regolare contratto, viene conferita una indennità di fine periodo contrattuale, che è pari ad una retribuzione mensile moltiplicata per gli anni di servizio.

Tutto questo ci fa capire, quindi, che le possibilità di condurre una vita serena e adeguata alle condizioni di vita locali siano molto più concrete che in molte altre nazioni: fermo restando che ogni città ed ogni località ha le sue regole – e questo vale anche per le singole aziende – vale la pena di rispondere alla domanda iniziale aggiungendo che, con un po’ di sacrifici iniziali ed un certo spirito di adattamento, a Dubai si può perfettamente condurre una vita serena e dignitosa.

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