Lavorare in Svizzera

Lavorare in Svizzera: informazioni generali sul lavoro
Una delle mete più ambite da chi sceglie di trasferirsi e di lavorare fuori dall’Italia è sicuramente la Svizzera: la motivazione di questa scelta risiede soprattutto nel fatto che la Svizzera, confinando con il nord Italia, è molto più vicina alle regioni italiane rispetto altre nazioni, e questo significa in molti casi non solo la possibilità – per alcuni – di trovare un lavoro vicino ad una città italiana e quindi ritornare a casa la sera – ma anche quella di ritornare in Italia nei week end ed essere più vicino alla famiglia.
Le offerte di lavoro in Svizzera sono sicuramente tra le più variegate e comprendono, come avviene in molti altri casi, sia soluzioni di lavoro adatte a chi possiede già un diploma o una formazione scolastica/universitaria, sia possibilità di lavoro per chi ha pretese meno importanti.
La scelta di lavorare nel Canton Ticino però deve essere oculata e mai improvvisata, così come in generale qualsiasi scelta di lavoro all’estero e fuori dall’Italia: infatti, una volta attraversato il confine italiano, ci si rende immediatamente conto delle differenze non solo linguistiche, ma anche culturali e di stile di vita che caratterizzano la popolazione svizzera rispetto a quella italiana.
Una fra tutte, appunto, la differenza linguistica: la Svizzera è decisamente una nazione multilingue, in cui le lingue più parlate sono il francese ed il tedesco. È vero che questo non deve essere necessariamente motivo di ansie o di paure, perché per lavorare nel Cantone è sufficiente, almeno per i primi tempi, la conoscenza della lingua inglese che permetta di comunicare almeno in maniera semplice ed immediata, ma la differenza linguistica può essere un problema, sia per chi svolge un lavoro in ufficio, sia per chi sceglie di svolgere una mansione più umile.
Come si può anche solo lavorare come operaio o come manovale presso una azienda edile svizzera se non si è in grado di comprendere le più semplici parole?
Il consiglio, in questo caso, è quello di tenere sempre presente che la barriera linguistica va necessariamente superata: seguire dei corsi on line – molti dei quali anche validi e gratuiti – può essere un’idea per ottenere almeno un’infarinatura che sarà molto utile nei primi contatti umani. Con il tempo, attraverso il contatto linguistico ed un po’ di impegno, sarà decisamente più semplice riuscire ad affinare le proprie conoscenze della lingua e la barriera linguistica, venendo abbattuta, non sarà più un problema.
Tuttavia, come abbiamo accennato, il problema non riguarda solamente le differenze di lingua ma anche quelle culturali: scegliere di lavorare in Svizzera significa rinunciare ad alcune delle proprie festività, seguire il calendario svizzero e di conseguenza ottenere le tanto agognate ferie per le proprie vacanze in periodi decisamente diversi da quelli a cui siamo abituati. Anche questo, in fondo, è un “problema da non sottovalutare”, anche se il discorso legato alla produttività del lavoro, invece, può creare delle grosse crepe e delle grandi differenze rispetto all’Italia e quindi può diventare in un certo senso un problema.
Ci stiamo riferendo in particolare al fatto che nel Canton Ticino la produttività del lavoro (ovvero il valore aggiunto per ore di lavoro) è decisamente più elevata rispetto ai termini europei: questo significa che in Svizzera si lavora di più, con circa 260 giorni di lavoro annuali; 225 giorni di lavoro effettivi con circa 6 giorni di media assenze annue, e 20/25 giorni di vacanze circa, con una media di 40/42 ore di lavoro settimanali e 9 giorni di Festività ufficiali.
Per maggiori informazioni circa la produttività del lavoro e la legislazione in fatto di contratti, è possibile visitare il seguente link:  Contratto di lavoro.
In questo capitolo, vogliamo invece aggiungere che la legge sul lavoro in Svizzera consente un massimo di 170 ore all’anno per dipendente, con un orario di lavoro che varia dalle 06.00 alle 20.00 per quel che riguarda la fascia diurna, mentre il lavoro notturno è soggetto ad approvazione da parte delle autorità ed è disciplinato da particolari regolamentazioni.
A titolo informativo, ricordiamo inoltre che durante il periodo di prova – che secondo l’art.335b cpv.2 non può essere superiore ai tre mesi – il rapporto di lavoro può essere disdetto in ogni momento, con preavviso di sette giorni.

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