Aprire un’attività: domande frequenti

apri negozioQuando si parla di attività imprenditoriali, spesso si entra in una grande confusione perché le domande che ci si pone sono tante e non è sempre facile dare una risposta chiara ad ognuna di esse.
Avviare un’attività o un negozio è infatti un’esperienza tutt’altro che facile, perché in essa subentrano diversi fattori e diverse alternative che vanno sempre ben studiate e valutate: la scelta del tipo di negozio da creare, il settore da ricercare, la fetta di mercato da conquistarsi sono solo alcune delle tante alternative che un neo imprenditore deve valutare per capire quale strada possa fare al caso proprio.
In molti tipi di attività, inoltre, subentrano anche molte altre situazioni da valutare, e se non si è persone molto esperte o non si ha la fortuna di essere “appoggiati” da esperti commercialisti o tecnici in fatto di imprese, non è facile districarsi tra tutte le fasi non solo burocratiche ed amministrative ma anche pratiche relative all’apertura di un negozio.
Un neo imprenditore, alle prime armi con l’attività che ha creato o che vuole creare, si trova infatti spesso colpito da tanti dubbi riguardo le scelte pratiche da fare.
Una delle domande più comuni che si pone una persona che sta pensando di avviare un’attività riguarda soprattutto i costi e gli investimenti iniziali, ma anche molti altri fattori, ovvero se scegliere di affidarsi al franchising o fare tutto da sé con le proprie risorse, o ancora se dare più importanza alla qualità o alla sostanza, e via dicendo.
Oggi abbiamo pensato di raccogliere una serie di domande “frequenti” e rispondere ad ognuna di esse nella maniera più chiara e concisa che ci è consona, sperando di aiutare i più inesperti a scegliere al meglio ciò che fa al caso proprio e i passi da percorrere per avviare la propria attività al meglio e senza troppi intoppi.
1.    Apro un’attività: meglio il franchising o il “fai da te”? Quando si decide di aprire un negozio, ci si chiede spesso se sia più giusto svolgere tutto in proprio oppure affidarsi ad un franchisor. La scelta non è così semplice come potrebbe sembrare: da un lato, i costi scendono di molto affidandosi ad un franchising: spesso infatti le grandi aziende che offrono questa opportunità, sono in grado anche di offrire, oltre alla certezza del proprio nome e del proprio marchio, anche attrezzature, mobili e tutto ciò che serve per avviare l’attività. Facciamo l’esempio del semplice negozio di gelati: un gelataio, per vendere i propri gelati, deve essere effettivamente in grado di farli. Una possibilità per trovare il successo in questo campo è data infatti dal franchising, che spesso è in grado di fornire non solo attrezzatura, strumenti e quant’altro, ma anche la formazione professionale per divenire gelataio. Dall’altro lato però c’è il rischio di rimanere ancorati a quel marchio per tutta la durata della propria attività, e quindi di non poter crescere in maniera autonoma e senza far crescere il marchio del franchisor. Il consiglio? Ci verrebbe da dire che “chi non risica non rosica”: se l’attività lo permette, se i vostri fondi sono abbastanza sufficienti da permettervi di avviare la vostra piccola impresa in autonomia, se avete una reale preparazione consolidata nel settore in cui volete aprire l’attività, abbiamo buoni motivi per pensare che riuscirete a cavarvela anche senza l’ausilio di un franchisor.
2.    Investimento iniziale: investo tutto nell’arredamento e nella parte estetica del negozio, nelle attrezzature e strumentazioni, o penso ad assumere del personale qualificato? La risposta potrebbe essere nella via di mezzo: a nessuno piacerebbe entrare in un negozio male arredato, o che comunque non attiri la clientela. Anche l’occhio vuole la sua parte e la strumentazione deve essere sempre ottimamente funzionale, così come i bagni e l’arredamento del negozio. Tuttavia, oggi esistono moltissime soluzioni in grado di conciliare le proprie esigenze alle proprie tasche, senza peraltro rinunciare alla preparazione ed alle capacità di un personale qualificato e serio. Se proprio non potete spendere molto in stipendi troppo elevati, assumete una o due persone qualificate, ed il restante personale sceglietelo anche tra i meno esperti: quando in un negozio ci sono delle guide che sanno fare bene il proprio lavoro, lo sanno sicuramente insegnare agli altri. I più svegli e seri impareranno, quelli svogliati farete sempre in tempo a mandarli a casa.
3.    Consulenza tecnica, fiscale e burocratica: a chi mi rivolgo? Anche qui la risposta non può che portarvi ad una scelta di mediazione: se siete dei tecnici nel settore, se siete dei commercialisti, degli avvocati o avete quotidianamente a che fare con il settore burocratico ed amministrativo, potrete sicuramente fare a meno della consulenza. Esistono poi dei settori in cui essa sia meno importante rispetto ad altri, ma un elemento imprescindibile deve essere sempre quello della serietà e del rispetto delle regole: se non siete sicuri di qualcosa, rivolgetevi alla Camera di Commercio o fate affidamento a persone qualificate e professionali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.