Come aprire una parafarmacia

Come aprire una parafarmacia (rientrante negli esercizi di vicinato)

La parafarmacia è un esercizio di vicinato che tratta articoli parafarmaceutici.
Prima di giungere al nocciolo della questione, ovvero come aprire una parafarmacia, può comunque rivelarsi utile spiegare di cosa effettivamente si tratti e quali siano gli articoli trattati all’interno di questo tipo di negozio: prima di tutto, abbiamo detto che essa va inserita all’interno della categoria degli esercizi di vicinato. Questo significa che, in quanto esercizio di vicinato, essa fa parte di quella lista di esercizi commerciali che vengono definiti in base alla propria metratura.
Un esercizio di vicinato rappresenta infatti il locale dove viene svolta l’attività di commercio, il quale deve avere una superficie di vendita non superiore a 250 metri quadri, laddove per superficie di vendita si intende solo l’area destinata alla vendita, compresa quella occupata da banchi, scaffalature e simili, escludendo quindi quella destinata a magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici e servizi.

Quali sono i requisiti per aprire una parafarmacia?
Normativa di riferimento
–    Decreto legislativo n.59/2010;
–    Decreto legislativo n. 114/1998;
–    Legge regionale n. 12/1999;
–    Legge regionale n. 36/2004;
–    Norme e disposizioni comunali.
Più in generale, il soggetto che intende aprire un esercizio di vicinato (in questo caso aprire una parafarmacia), deve rispondere a requisiti morali e professionali: sia che si tratti di titolare di impresa individuale o di legale rappresentante di società, non deve essere stato sottoposto a misure di prevenzione o di sicurezza (contenute nella cosiddetta “legge antimafia”) o indagato per altri reati individuati nelle norme di legge. Parliamo soprattutto dei requisiti morali, secondo i quali:
–    il titolare di impresa individuale o il legale rappresentante, i soci e il preposto della società devono essere in possesso dei requisiti morali definiti nell’art. 71, comma 1 del Decreto Legislativo n. 59/2010, più precisamente non possono esercitare l’attività commerciale di vendita:

1) coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione;
2) coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;
3) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;
4) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l’igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, Titolo VI, capo II del codice penale;
5) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all’inizio dell’esercizio dell’attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;
6) coloro che sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero a misure di sicurezza non detentive.
Inoltre, in caso di vendita di prodotti alimentari, (e qui subentrano i requisiti professionali) il soggetto titolare dell’impresa individuale o il legale rappresentante o il preposto nel caso di società, deve essere in possesso dei requisiti professionali, così come previsto dalla normativa.
Il locale poi deve rispondere ai requisiti di conformità, al regolamento edilizio, alle norme urbanistiche e relative destinazioni d’uso, ed alle norme igienico sanitarie contenute nel regolamento d’igiene.
A questo punto, chiariamo che per aprire una parafarmacia è necessario presentare la Dichiarazione di Inizio Attività Produttiva (D.I.A.P.) ovvero un’ autocertificazione (dichiarazione sostitutiva di certificazione e/o atto di notorietà) prima dell’inizio dell’attività o della modifica significativa o sospensione o ripresa oppure cessazione di un esercizio di vicinato.
I documenti da allegare alla D.I.A.P. sono i seguenti:
–    Fotocopia  di un valido documento di identità di tutte le persone che rendono e sottoscrivono le dichiarazioni;
–    Fotocopia di valido permesso di soggiorno dei cittadini extracomunitari che rendono e sottoscrivono dichiarazioni nella comunicazione;
–    Documento comprovante il possesso di uno dei requisiti professionali (per il settore alimentare);
–    Planimetria in scala dei locali dalla quale si possa rilevare la superficie di vendita e altro dell’esercizio di vicinato.

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