Come aprire un ristorante

aprire ristoranteSe la vostra passione è da sempre la cucina, una delle attività che potrebbe fare al caso vostro è quella di aprire un ristorante: lungi però dal pensare che si tratti “solo” di un’attività in grado di dare risultati soddisfacenti, perché spesso prima che i guadagni arrivino passa molto tempo, a volte anche parecchi mesi, ed i sacrifici sono sicuramente tanti.
In ogni caso, se da sempre sognate di aprire un ristorante, prima ancora di lasciarvi scoraggiare da chi ci ha provato e non ci è riuscito, cercate di ottenere tutte le informazioni possibili, in modo da arrivare preparati ad una valutazione oggettiva delle reali possibilità e soprattutto delle reali capacità che possedete.
Un giro informativo presso il comune di residenza (e, ancora meglio, presso il comune ove sorgerà il vostro locale), e alla camera di commercio ed alla Asl possono essere un ottimo modo per iniziare a mettere su qualche idea ed a capire se dal punto di vista burocratico la cosa faccia realmente per voi.
Qual è, quindi, l’iter da seguire per aprire un ristorante?
1.    Prima di tutto, avviare ufficialmente un’attività imprenditoriale significa comunque dover possedere una Partita Iva, pertanto fatevi aiutare da un commercialista e scegliete quindi insieme la forma societaria più adeguata alle vostre possibilità ed alle vostre esigenze. Farsi seguire da una persona preparata e soprattutto competente nel settore sarà sicuramente più costoso, ma vi aiuterà a risolvere molti grattacapo che altrimenti sarebbe molto più difficile riuscire a superare. Contestualmente alla Partita Iva, il vostro commercialista vi preparerà tutta la documentazione necessaria all’iscrizione al REC (Registro Esercenti Commercio) ed ovviamente anche quella necessaria all’iscrizione di dipendenti e titolari all’INAIL ed all’INPS. La procedura per l’iscrizione al Registro Esercenti è semplicissima per chi ha frequentato un Istituto Alberghiero, mentre se non si possiede la giusta qualifica, si può ovviare seguendo un corso organizzato il più delle volte dalla stessa Camera di Commercio, terminato il quale si dovrà sostenere un esame finale. Una recente legge ha abolito il REC, ma non tutte le regioni sono ancora allineate a questi nuovi cambiamenti, ed anche per questo, quindi, è molto importante informarsi bene prima di muoversi in un senso o nell’altro.
2.    Se si è scelto di prendere in affitto il locale che fungerà da ristorante, allora è necessario registrare il contratto di locazione presso la sede competente del Registro, mentre se vanno effettuate delle modifiche al locale stesso, è importante chiedere ed ottenere le concessioni edilizie necessarie nel caso si debba provvedere ad alcune modifiche, a cui va aggiunta l’approvazione ai lavori dalla Sovrintendenza alle Belle Arti competente nel caso in cui si intenda effettuare delle opere di ristrutturazione in un palazzo antico di valore artistico.
3.    Dal punto di vista della messa in regola sotto il profilo igienico-sanitario, è importante richiedere ed ottenere l’autorizzazione presso la propria Asl di competenza, che rilascerà l’idoneità sanitaria solo nel caso in cui vengano rispettate alcune importanti norme, che riguardino i sanitari, i bagni, ed in generale la pulizia e l’igiene del locale stesso. Inoltre, è importante conoscere le regole HACCP, per la manipolazione di sostanze alimentari: a questo proposito si deve seguire un corso e redigere un manuale che indichi le procedure interne seguite in relazione alla conservazione degli alimenti, alla pulizia delle attrezzature e dei locali, alle azioni di sanificazione ed al monitoraggio degli impianti.
4.    La licenza commerciale va invece chiesta all’Ufficio Commercio del Comune, mentre qualora si intenda aprire un ristorante ed avere della musica come sottofondo è necessario chiedere l’autorizzazione alla SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori), alla quale chiaramente vanno pagati anche i diritti.
5.    Oltre ai corsi di formazione sopracitati, è indispensabile anche ottenere un riconoscimento per aver seguito e superato in maniera almeno sufficiente i corsi relativi alle procedure di sicurezza e di pronto soccorso.

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