Come aprire un pastificio

Gli italiani, si sa, amano il buon cibo e non rinuncerebbero per nulla al mondo ad un buon piatto di pasta, specialmente se si tratta di pasta fresca fatta in casa. Tuttavia, il cibo italiano non è solo apprezzato dalle nostre parti, pare proprio che la pasta, il buon vino, e la nostra tavola sia conosciuta in tutto il mondo, tanto che sono in molti gli stranieri che vengono in vacanza nel Bel Paese proprio per apprezzare dal vivo la nostra amata cucina.
Se siete appassionati di arti culinarie, e siete dotati di almeno un minimo di iniziativa, l’idea che vogliamo proporvi oggi potrebbe fare al caso vostro: avete mai pensato di aprire un pastificio?
Certo, l’idea può sembrare, almeno a prima vista un po’ obsoleta, visto e considerato che al giorno d’oggi basta recarsi presso un qualunque supermercato ed avere a disposizione dell’ottima pasta, sia a lunga conservazione – tra l’altro sicuramente molto più pratica – sia fresca disponibile sui banchi di gastronomia.
Tuttavia, negli ultimi anni il consumo di pasta è notevolmente cresciuto, anche perché sono decisamente in aumento le persone che, appassionate dalla buona cucina, vanno alla ricerca di prodotti “di nicchia” e di gastronomie dove trovare del buon cibo da portare a casa.
La pasta fresca è, oltretutto, un prodotto di alta qualità, e chiunque decida di aprire un pastificio che si occupi di prodotti raffinati, sicuramente potrà aspettarsi degli ottimi risultati, sia perché il negozio al dettaglio risente molto meno della crisi economica, sia perché, soprattutto verso il Sud Italia – ma molto di più fuori dalla nostra nazione, ovvero all’estero – questo tipo di professione potrebbe regalare sempre maggiori soddisfazioni.
Ma cosa serve per aprire un pastificio?
Innanzitutto, la formazione: non si può certo pretendere di tirare su un pastificio senza almeno un minimo di conoscenze di ciò che si andrà a fare, ma siamo convinti che la passione e l’intraprendenza sapranno certamente premiare ogni sacrificio, economico e personale.
Ovviamente, non bisogna dimenticare che il negozio dovrà essere costituito non solo dalla parte adibita al commercio vero e proprio – con banconi, frigoriferi, ecc. – ma anche di una zona che andrà dedicata al laboratorio vero e proprio dove ogni giorno verrà preparata la pasta.
All’interno del laboratorio dovrà pertanto esserci tutto il necessario per una preparazione agevole della pasta e per la vendita del prodotto finito: via libera quindi a tutto ciò che in questo può essere utile, come tavoli da lavoro, e macchinari come impastatrici, bilance, una taglierina, una raviolatrice, una gnoccatrice, una pressa per la preparazione della pasta corta, una cella frigorifera, diversi attrezzi da cucina (tritacarne, tagliaverdura, mestoli, ecc.), ed ovviamente una cucina con 4/6 fuochi.
Nella parte adibita al commercio vero e proprio, sarà invece necessaria la presenza di un banco refrigerato nel quale esporre la pasta all’interno di vassoi, una bilancia elettronica e un registratore di cassa.
Qual è l’investimento iniziale per aprire un pastificio?
Dal punto di vista dello spazio, un negozio che tratta questo genere alimentare non richiede uno spazio enorme, e potrebbero quindi bastare anche 50 metri quadrati, giusto per iniziare. Con il tempo, poi, ci si potrà ingrandire e dare all’attività la forma desiderata.
Per il momento, quindi la stima iniziale dovrebbe equivalere a circa 60 mila euro, per coprire le spese relative alla documentazione, all’acquisto dei macchinari – per risparmiare un po’ ci si potrebbe rivolgere al mercato dell’usato – e per arredare il pastificio.
Dal punto di vista dei documenti necessari ad aprire un pastificio, bisogna esser in grado di presentare presso la propria Camera di Commercio la documentazione relativa alla Partita Iva, l’iscrizione al Registro delle Imprese, l’scrizione all’albo imprese artigiane, l’ autorizzazione sanitaria della ASL di competenza per il laboratorio e HACCP per l’igiene degli alimenti, e l’autorizzazione comunale per la vendita.

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