Come aprire un nido famiglia o Tagesmutter

Se avete un particolare ascendente sui bambini ed essi rappresentano una delle vostre passioni, allora potreste pensare di aprire un’attività innovativa che si differenzia dall’asilo vero e proprio ed anche dal baby parking.
Si tratta di aprire un “nido famiglia”, più comunemente chiamato “Tagesmutter” – che significa “mamme di giorno” – nel Nord Europa dove da qualche tempo ha iniziato a prendere piede ed a riscuotere anche un certo successo: il nido famiglia è appunto una sorta di asilo nido, che però si differenzia dal nido vero e proprio in quanto si tratta di un’attività domiciliare – ovvero che si può svolgere direttamente da casa propria – e che può ospitare fino ad un massimo di 6 bambini dai 3 mesi ai 3 anni.
Come abbiamo detto, questo tipo di asilo nido ha preso piede da qualche anno nel Nord Europa, ma da qualche tempo si sta facendo un certo spazio anche in Italia, dove già diverse sono le persone che hanno scelto di aprire un nido famiglia a sostegno soprattutto delle mamme lavoratrici che non si possono permettere di rimanere a casa a badare i propri bambini.
I vantaggi di questo genere di attività sono molteplici, sia per i genitori che scelgono di rivolgersi ad un nido famiglia anziché ad un asilo vero e proprio – i costi sono decisamente minori, e si ha la certezza di un controllo maggiore sui propri figli visto e considerato che l’educatrice non può ospitare più di 6 bambini – sia per le persone che intendono avviare quest’attività, che non richiede un investimento troppo elevato a livello di costi.
Ecco cosa bisogna sapere se siete interessati ad aprire un nido famiglia:
1.    Dal punto di vista strettamente normativo, è bene sapere che ogni regione in Italia stabilisce delle regole e delle documentazioni che possono variare di regione in regione: il primo passo, quindi, è quello di rivolgersi presso il proprio Comune di appartenenza oppure ai numerosi enti o associazioni nati con lo scopo di sviluppare, organizzare e incentivare l’apertura di questi nidi. Lì potrete ottenere tutte le informazioni utili al vostro caso, per capire di che tipo di documentazione dovrete munirvi, quali sono i requisiti fondamentali, se esistono eventuali agevolazioni – come ad esempio quelle rivolte all’imprenditoria femminile – e tutta una serie di informazioni che possono appunto variare di regione in regione. Ad ogni modo, poiché l’attività è di tipo domiciliare, non dovreste avere particolari problemi nell’aprire un vostro nido a domicilio, anche perché se è vero che alcuni comuni sono più esigenti, in altre zone basta inviare una semplice comunicazione di inizio attività, o, al peggio, una visita della ASL di competenza per verificare lo stato dell’abitazione e le condizioni igienico-sanitarie.
2.    Sotto il profilo dell’investimento che dovrete affrontare, è bene comunque chiarire che quest’attività non richiede investimenti troppo elevati, proprio perché nasce all’interno dell’abitazione stessa. Ciò, ovviamente, non esclude l’appartenenza di alcuni requisiti molto importanti, come ad esempio gli spazi che adibirete ai servizi che offrite ai bambini – è necessaria ad esempio una stanza di una certa misura che verrà adibita a stanza giochi, in cui dovrete avere giocattoli adatti ad ogni età fino ai 6 anni e che rispettino le normative di sicurezza vigenti – ed una certa formazione necessaria a svolgere questo lavoro.
3.    Pazienza ed amore verso i bambini sono requisiti di primaria importanza: se quindi siete animati da soli interessi a fini di “lucro” quest’attività non fa decisamente per voi. Ciò, comunque, non significa che il vostro impegno ed il vostro lavoro non verranno equamente ripagati, anzi, lo stipendio che ne ricaverete sarò equo al lavoro di grossa responsabilità che svolgerete, e la soddisfazione che i bambini sanno dare non ha sicuramente alcun prezzo.
4.    Il consiglio che vogliamo darvi è quello non solo di mettere in sicurezza ogni parte della casa che verrà adibita a questo lavoro, ma chiaramente anche quello di stipulare una polizza assicurativa per i bambini, cosa chiaramente richiesta in alcuni comuni, ma consigliabile anche quando non esplicitamente richiesto, visto che con i bambini, specialmente così piccoli, l’attenzione non è mai troppa.

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