Acne: la pelle e le ghiandole pilosebacee

L’acne è una malattia della pelle, più propriamente un’infiammazione delle ghiandole sebacee che può presentarsi con pustole (che sono le lesioni più gravi, dovute ad esempio all’azione di germi e che possono insorgere su papule pregresse e non curate), e con papule (ovvero lesioni più o meno gravi della superficie cutanea). Ad essi si aggiungono i comedoni (detti anche punti neri), le cisti (che possono essere superficiali o suppurate, ovvero ripiene di pus), e, da ultimo, le fistolizzazioni, che rappresentano lo stadio più grave delle cisti.
Nonostante siamo portati naturalmente a considerare la cura pelle come l’ultimo dei nostri problemi, in realtà il primo passo per un corpo sano risiede proprio nella salute della nostra pelle: essa è, infatti, un vero e proprio organo del corpo, chiamato organo epidermico, formata da diversi strati.
Il primo strato, che rappresenta quello più esterno, è l’epidermide; ad esso segue il derma, che è lo strato intermedio (il quale è sede di importanti strutture dette “di sostegno”, quali ad esempio il collagene), ed i peli e le ghiandole sebacee. Da queste ultime si genera l’acne: esse, infatti, vengono chiamate più propriamente ghiandole pilosebacee.
Le ghiandole pilosebacee ed il sebo in eccesso:
Ogni pelo è in possesso di una ghiandola, la quale, appunto, produce del sebo, ovvero il grasso che naturalmente protegge la pelle dagli attacchi aggressivi esterni e che quindi la rende elastica. Nel momento in cui la nostra pelle – per un fatto ormonale o per cause legate ad altri motivi, come un’alimentazione sbagliata – inizia a produrre più sebo del previsto, il sebo in eccesso si accumula nella ghiandola, dando vita all’acne. Ciò accade in maniera naturale soprattutto negli adolescenti, in cui i cambiamenti ormonali sono all’ordine del giorno, ma in alcuni casi può presentarsi anche in persone adulte e per svariati motivi.

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